Si ferma la fornitura di armi per uso scenico ai set italiani

In Italia la produzione di film e prodotti televisivi che prevedono l’impiego di armi da fuoco per uso scenico è momentaneamente ferma: perché?

Lo spiega a Repubblica.it Luca Ricci, titolare di una ditta che fornisce armi appositamente modificate ai set cinematografici e televisivi:

«Noi compriamo le armi, le facciamo modificare dall’armaiolo e chiediamo l’autorizzazione alla questura. [...] Nel frattempo è intervenuta una normativa generale europea, a cui si è aggiunta quella di ciascun singolo paese. Mentre in Francia, Inghilterra e nel resto del mondo si usano le modifiche che abbiamo fatto sempre noi, la commissione consultiva italiana tre anni fa ne ha stabilite altre, difficili e perfino pericolose per chi le usa. Il periodo di proroga che consentiva ancora l’uso delle vecchie armi è finito, ora non si possono usare più».

Riportiamo di seguito anche il comunicato stampa diffuso il 7 novembre da ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali) e APT (Associazione Produttori Televisivi):

A partire da oggi ogni fornitura di armi ad uso scenico si ferma, e con essa si fermano tutti i set cinematografici e di fiction d’azione.

Le perdite economico/produttive che ne deriveranno al settore si annunciano ingenti.

Gli sforzi delle Film Commission, e le finalità delle politiche di incentivazione, volte ad attrarre sul territorio del nostro Paese le produzioni cine audiovisive d’azione, saranno vanificate.

Tutto ciò a causa della Legge che regolamenta la detenzione e l’uso delle armi a uso scenico, che ne stabilisce i requisiti tecnici e che indica le procedure per il relativo riconoscimento, ma con norme tecnicamente opinabili, oggettivamente inapplicabili e per di più con termini di attuazione perentori giunti oggi a scadenza.

Al momento siamo arrivati solo alla mera stesura, da parte dei competenti Dicasteri, di un testo contenente la proroga dei termini, ma fermo da un mese nel suo iter promulgativo

Risultato: stop alle attività, stop allo sviluppo, stop all’occupazione, stop alla competitività.

Il passo del gambero.

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