La spensieratezza estiva nel nuovo singolo “Riccione” dei Thegiornalisti

E’ uscito puntuale alla mezzanotte del 21 giugno il nuovo singolo “Riccione”, un lancio in perfetto stile ‘Thegiorna’, che cade nel minuto di mezzo tra due giorni, in quell’ora che c’è chi la chiama “le 24 del 20 giugno” e chi “le 00 del 21 giugno”, insomma il singolo dell’estate esce il primo minuto del primo giorno d’estate.

Lo abbiamo ascoltato e, come preannunciato, ci siamo sentiti subito al mare. Un’atmosfera vintage quella del video, le sonorità elettroniche, il testo un po’ nostalgico. Dal primo ascolto ci sembrava fosse il seguito di “Fine dell’estate”, ma saremo stati sicuramente affetti da vizio di forma avendo già visto qualche minuto del video nelle scorse settimane che rimandava alla “bici rossa Atala” ed al Cornetto Algida. Così siamo andati più a fondo nell’ascolto e nelle considerazioni.
Una riflessione sul testo, è la perfetta descrizione di un’estate senza tempo, in coerenza con il video diretto da Younuts!, girato nella stessa città. Un’ estate che vira dal “sole di Riccione” ai panorami al tramonto, sottolineati anche dal pensiero che le serie TV riprendano (l’estate tramonterà e un nuovo autunno arriverà). Una spensieratezza estiva, un coarcevo di emozioni al contempo intense e fugaci che spesso solo l’estate può regalarti, che devono essere vissuti appieno (“parlami d’amore che domani non sarò lo stesso”), in attesa della “Fine dell’estate e delle chiacchiere nei bar”.

I Thegiornalisti negli ultimi mesi hanno visto una evoluzione nel loro genere, c’è chi la chiamerebbe evoluzione perchè i  synth sono più curati, gli arrangiamenti riadattati a strumenti non di fortuna come nei primi  album, e chi la chiamerebbe involuzione perchè oddio è finito l’indie, si sono venduti alle major, il potere del dio denaro, ma impelagarci in una discussione del genere è sterile quanto lo schierarsi fra l’uno e l’altro punto di vista.  Queste sono le considerazioni, poi c’è l’oggettività.

Chi si aspetta i discorsi filosofici sull’essenza della vita umana in frasi come “Vorrei accertare che siamo uomini non tanto per il fatto che si muore ma perchè usiamo le parole per comunicare” tratte ad esempio da “Autostrade Umane” (Vol.1) rimarrà deluso dal “mezzo panino mangiato a Berlino” di “Riccione”. Ma vanno  considerati i tempi e le esperienze, Tommaso fresco di laurea in filosofia, ai tempi ci ha deliziato del suo background di studente, adesso ci delizia del suo background di uomo, che va in vacanza, conosce Matilde, rivuole il “Tuo maglione suo” e spera che qualcuno “venga e gli cambi la vita”. Adesso con un po’ di leggerezza, che – come diceva Calvino – non è superficialità ma non avere macigni sul cuore, ci porta a ballare a Riccione, nel  lido dei bagni  del litorale, al tramonto a suon di “quasi quasi mi pento, e non ci penso più, e non ci penso più…”.

Una cosa è certa, il ritornello farà subito tormentone.

 

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