Stone Temple Pilots: Fine della corsa?

Poco più del tempo necessario per annunciare la reunion, portare a termine il tour americano (scordandosi totalmente dell’Europa), e già gli Stone Temple Pilots sembrano essere arrivati al capolinea.

È il concetto essenziale espresso dal cantante stesso, il travagliato Scott Weiland, ai microfoni di USA Today: “Quando ti impegni con una band così grossa che ha venduto così tanti dischi e toccato le vite di così tante persone, non è così facile uscirne. Adesso, finalmente, sono un solista, ed è una cosa che volevo da tantissimo tempo”.

Solo qualche settimana fa è infatti uscito il nuovo album solista di Weiland, “Happy In Galoshes”, con discreti risultati: 10500 copie vendute negli USA nella prima settimana ed esordio al numero 96 di Billboard. Un’ulteriore spinta a proseguire da solo la propria strada: “In questa fase della mia vita voglio soltanto scrivere, e non dover pensare se la tal canzone potrà essere una hit o meno. Voglio esplorare la musica che mi ispira, non voglio scimmiottare me stesso”.

E ancora: “L’ho sempre detto, non mi sarei mai visto a sculettare in braghe in pelle a 40 anni. Il mio obbiettivo con gli STP era lasciare un segno, e l’ho lasciato. Voglio andare avanti ed essere in controllo di quel che faccio a livello musicale. Ho dei figli, e non voglio spendere la mia vita in tour”.

Concetto chiaro?

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