66° Primetime Emmy Awards, le nomination

All’alba (di Los Angeles) di giovedì scorso sono state svelate le oltre 500 nomination ai Primetime Emmy Awards, i premi conferiti dalla Television Academy alle migliori produzioni televisive di prima serata della stagione passata (da giugno 2013 a maggio 2014).

Cominciamo con le categorie principali.

 

SERIE COMEDY

Miglior serie

The Big Bang Theory - Louie - Modern Family - Orange Is the New Black - Silicon Valley - Veep

Miglior attore protagonista

Jim Parsons (The Big Bang Theory) - Ricky Gervais (Derek) - Matt LeBlac (Episodes) - Don Cheadle (House of Lies) - Louis C.K. (Louie) - William H. Macy (Shameless)

Miglior attrice protagonista

Lena Dunham (Girls) - Melissa McCarthy (Mike & Molly) - Edie Falco (Nurse Jackie) - Taylor Schilling (Orange Is the New Black) - Amy Poehler (Parks and Recreation) - Julia Louis-Dreyfus (Veep)

 

SERIE DRAMMATICHE

Miglior serie

Breaking Bad - Downton Abbey - Il trono di spade - House of Cards - Mad Man - True Detective

Miglior attore protagonista

Brian Cranston (Breaking Bad) - Kevin Spacey (House of Cards) - Jon Hamm (Mad Man) - Jeff Daniels (The Newsroom) - Woody Harrelson (True Detective) - Matthew McConaughey (True Detective)

Miglior attrice protagonista

Michelle Dockery (Downton Abbey) - Julianna Margulies (The Good Wife) - Claire Danes (Homeland) - Robin Wright (House of Cards) - Lizzy Caplan (Masters of Sex) - Kerry Washington (Scandal)

 

MINISERIE / FILM TV

Miglior miniserie

American Horror Story: Coven - Bonny & Clyde - Fargo - Luther - Treme - The White Queen

Miglior film tv

Killing Kennedy - Muhammad Ali’s Greatest Fight - The Normal Heart - Sherlock (ep. “L’ultimo giuramento”) - The Trip to Bountiful

Miglior attore protagonista

Chiwetel Ejiofor (Dancing on the Edge) - Martin Freeman (Fargo) - Billy Bob Thornton (Fargo) - Idris Elba (Luther) - Mark Ruffalo (The Normal Heart) - Benedict Cumberbatch (Sherlock)

Miglior attrice protagonista

Jessica Lange (American Horror Story: Coven) - Sarah Paulson (American Horror Story: Coven) - Helena Bohnam Carter (Burton and Taylor) - Minnie Driver (Return to Zero) - Kristen Wiig (The Spoils of Babylon) - Cicely Tyson (The Trip to Bountiful)

 

E queste non sono che l’11% delle nomination. Bisogna poi ravanare nel restante 89% per trovare conferma delle tendenze di quest’anno e per scovare altre nomination eccellenti, che riflettono l’età dell’oro della televisione americana di questi anni.

A trionfare numericamente, con 99 nomination, è il canale via cavo HBO, e non è una sorpresa. Nel suo esercito HBO può contare sulle nomination scontate del kolossal fantasy Il trono di spade (che con 19 nomination segna il record di quest’anno), la satira senza quartiere di Veep – Vicepresidente incompetente (9 nomination), e la nuovissima True Detective (12 nomination) che occupa ben due nomination nella categoria dei migliori attori protagonisti con Woody Harrelson e il fresco premio Oscar Matthew McConaughey. Inoltre quest’anno la HBO ha sfornato anche l’attesissimo film tv The Normal Heart (da 16 nomination), storia di un giornalista malato di AIDS agli inizi degli anni ’80, di Ryan Murphy e con un cast stellare: Mark Ruffalo, Julia Roberts, Matt Bomer, Jim Parsons, Joe Mantello e Alfred Molina, tutti nominati. Una garanzia di nomination anche la serie Boardwalk Empire prodotta da Martin Scorsese, con 7 nomination, mentre due nuove serie muovono timidamente i loro primi passi verso l’oro: la serie biografica Masters of Sex e quella comica sul mondo delle startup tecnologiche Silicon Valley, entrambe con 5 nomination di peso.

La sorpresa (ma anche no) è per un non-canale: prosegue la sua riscossa (iniziata nella scorsa stagione) il servizio di streaming on demand di Netflix, che con le sue serie originali House of Cards (sugli intrighi alla Casa Bianca) e Orange Is the New Black (dramedy ambientato in un carcere femminile) da 13 e 12 nomination rispettivamente guarda dall’alto tutti  i canali tradizionali.

Anche il canale via cavo FX ha preso la rincorsa: se la “serie di miniserie” di American Horror Story è sempre una certezza, quest’anno si è aggiunta la serie evento basata sul capolavoro dei fratelli Coen Fargo, sul podio delle serie più nominate con rispettivamente 17 e 18 nomination.

Se i network generalisti possono vantare ciascuno una quarantina di nomination lo devono soprattutto a reality e talk show, oltre che alle trasmissioni dei grandi spettacoli dal vivo come gli Oscar, i Tony, concerti e Olimpiadi. Altrimenti, se ci atteniamo alla fiction, il primo network nella lista delle serie più nominate è il canale pubblico PBS, con due produzioni però d’oltreoceano: 12 nomination ciascuna per la serie in costume Downton Abbey e il revival moderno dell’investigatore Sherlock (quest’ultimo vanta tre lunghi episodi per ogni stagione, ognuno dei quali viene considerato dall’Academy come singolo film tv. Quello tenuto in considerazione quest’anno è l’episodio finale della terza stagione, “L’ultimo giuramento”).

Manca qualcuno all’appello? E certo! Uno degli sfidanti più tosti, invero. Parliamo del canale via cavo AMC, abituato alla solita incetta di nomination del suo Mad Man (8 nomination quest’anno, ma nelle ultime due stagioni non ha più vinto), ma con in più il pezzo forte della sua offerta di quest’anno: la stagione finale di Breaking Bad, al quarto posto della classifica quantitativa con 16 nomination.

Da menzionare una serie non di fiction che però ha richiesto uno sforzo creativo non indifferente e di primissima qualità: parliamo di Cosmos: Odissea nello spazio, remake dell’omonima serie divulgativa degli anni ’80 concepita dall’astrofisico Carl Sagan. Questa nuova versione, prodotta da Seth MacFarlane (il creatore di I Griffin) per FOX e National Geographic Channel e condotta dall’astrofisico Neil deGrasse Tyson, oltre a contenere ricostruzioni in computer graphic presenta anche degli inserti animati originali. Ha totalizzato 12 nomination, praticamente ogni nomination possibile per un documentario: regia, scrittura, fotografia, scenografia, montaggio, suono, effetti speciali e colonna sonora (quest’ultima, straordinaria, di Alan Silvestri).

Altre menzioni d’onore e di evidente affinità con il mondo del cinema le troviamo ancora fra i documentari, dove risalta The Square – Inside the Revolution (già nominato agli Oscar l’anno scorso, veicolato qui da Netflix che riesce a raccattargli ben 4 nomination) e Muhammad Ali’s Greatest Fight, presentato a Cannes e diretto da Stephen Frears (nominato per la miglior regia). Regia di lusso anche per un episodio di Orange Is the New Black, che procura una nomination per la miglior regia al due volte premio Oscar Jodie Foster. Per le colonne sonore invece menzioniamo un altro premio Oscar, Ludovic Bource (The Artist), che ha musicato la commedia di Greg Mottola Le idee esplosive di Nathan Flomm (titolo originale: “Clear History”), e un italiano: Daniele Luppi, per i titoli di testa della serie (già cancellata) Magic City.

 

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