Tom Hanks e Jimmy Fallon recitano una versione inedita di “Il Ponte Delle Spie”

I fratelli Coen e Matt Charman, sceneggiatori di “Il Ponte Delle Spie”, prossimo film di Steven Spielberg con Tom Hanks, farebbero bene a guardarsi dai giovani talenti che hanno reinterpretato il film per Jimmy Fallon.

In “Kid Theatre”, infatti, un segmento ormai ricorrente (ma non abbastanza) del talk show di Fallon, il presentatore ha chiesto a dei bambini delle elementari di dar sfogo alla fantasia e inventare una scena del copione, dando loro un solo indizio: il titolo del film. Lo aveva già fatto per “Birdman” e “Magic Mike”, e le scene che si era trovato a recitare insieme, rispettivamente, a Michael Keaton e Channing Tatum sono state a dir poco esilaranti.

 

Stavolta è stato il turno di Tom Hanks, protagonista di “Il Ponte Delle Spie”.

 

Nel primo copione Hanks ha il ruolo di “Spia”, Fallon quello di “Uomo”, l’atmosfera è degna di un thriller, e gli scambi non stonerebbero nei migliori momenti di commedia (che sia nera è un dettaglio) targati Coen.
“Cos’è questo?”
“Che cosa ti sembra? Scemo. È un ponte di spie. Vattene. Stiamo Spiando”.

In realtà si scopre poi che il ponte “è già troppo pieno di spie, non c’è spazio per altre”.

 

La sceneggiatura seguente ha una nota decisamente più romantica ( i protagonisti sono “Joe” e “Margaret”), e volendo, anche incidentalmente progressista (Joe scambia più volte Margaret per Tim, il fratello, nonostante escano insieme da 8 anni). I due si meravigliano del “nuovo ponte di spie” costruito “da qualche parte in Cina o roba del genere”. Lo chiameranno il ponte delle spie perché stanno trovando spie e le stanno fissando insieme per fare un ponte. Una scelta obbligata, visto che “non avevano abbastanza legno e quindi stanno usando spie”.
Alla fine la coppia lascia lascia perdere l’idea del ponte, optando per una cena a base di torta .

Nell’ultima scena si fanno strada toni drammatici: Spia Numero 1 e Spia Numero 2 sono sul ponte, a spiare (ovviamente) con un solo binocolo, perché Spia Numero 2 lo ha lasciato a casa, credendo alle parole del collega (ed amico) quando gli aveva detto che non ne avrebbero avuto bisogno quel giorno.
Diventa ben presto una questione di fiducia, dove il binocolo catalizza riflessioni profonde, per poi evolversi in oggetto di discordia, ed infine arma contundente. Ma fino alla fine, l’amicizia è protagonista.

Non abbiamo ancora visto il film, che uscirà nei cinema il prossimo 17 Dicembre, ma ci auguriamo che al cinema quello scambio di spie a Berlino sappia essere altrettanto avvincente.

 

 

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