Tornatore & Morricone: La loro “Pura musica Pura visione”

Il regista Giuseppe Tornatore e il compositore Ennio Morricone sono due signori che non hanno bisogno di presentazioni, né individualmente né tantomeno come coppia. E di questa fortunata accoppiata, come ne accadono saltuariamente nella storia del cinema, tutti sono curiosi. Perché sono così amici? Perché non sbagliano un colpo? Come si sono trovati? La pensano in maniera simile o litigano su ogni cosa?
La giornalista Manuela Dragone ha provato a indagare i segreti di queste due icone del cinema internazionale, intervistando Giuseppe Tornatore e ripercorrendo la sua carriera.
Il volume, pubblicato da Luigi Pellegrini Editore, porta la prefazione di Vincenzo Mollica.

PURA MUSICA PURA VISIONE, IL LIBRO SU MORRICONE E TORNATORE

Lo straordinario sodalizio tra Morricone – Tornatore colpisce ancora. Sei David di Donatello e sei Nastri d’Argento per la loro ultima (per il momento) opera La Migliore Offerta.
Ma qual è il segreto di un legame artistico che dura da più di venticinque anni? A questa domanda tenta di dare una risposta Manuela Dragone nel suo libro, fresco di stampa, “Pura Musica, Pura Visione – Morricone e Tornatore, da Nuovo Cinema Paradiso a La Migliore Offerta” (Pellegrini Editore). Vincenzo Mollica nella sua Prefazione al volume non esita a definire il connubio artistico “un miracolo di fronte a cui inchinarsi“.
Il libro indaga, in maniera approfondita, il “rapporto” tra i due Premi Oscar che, a dispetto delle differenze d’età e caratteriali, ha fatto ancora più grande il cinema italiano nel mondo.
Il cinema italiano nel mondo è oggi riconoscibile soprattutto per due nomi: Morricone e Tornatore. – dice l’autrice – Da New York a Tokyo, passando per Londra, quando si dice Italia si pensa principalmente a loro“.
Tutto inizia nel 1988, quando un Morricone all’apice della carriera (celebrato in tutto il mondo per i capolavori scritti per “Il Buono, il brutto, il cattivo” di Sergio Leone o “Gli intoccabili” di Brian De Palma fino “Mission” di Roland Joffè), accetta di lavorare per un regista quasi sconosciuto, poco più che trentenne. Artefice dell’incontro il produttore Franco Cristaldi. Nasce così “Nuovo Cinema Paradiso”, Oscar per il miglior film straniero, che segna l’inizio di una leggendaria collaborazione, trasformatasi negli anni in un’inossidabile amicizia. “Io ormai conosco tutte le sue composizioni- racconta il regista nel libro-. I due livelli, professionale e umano, camminano insieme. La nostra amicizia non ha mai condizionato il rapporto professionale“.
L’autrice, basandosi su una lunga conversazione con Tornatore, analizza – uno per uno – i film del regista siciliano per svelare l’enigma del rapporto tra musica e immagini: dopo “Nuovo Cinema Paradiso”, ecco – uno dopo l’altro, come perle di una straordinaria collana – “Stanno tutti bene”, “Il cane blu”, “Una pura formalità”, “L’Uomo delle stelle”, “La leggenda del pianista sull’Oceano”, “Malena”, “La Sconosciuta”, “Baaria” e, infine, l’intrigante thriller sentimentale “La Migliore Offerta”. Ogni film ha una genesi e per ogni film scopriamo un Morricone diverso, capace di capire al volo le aspettative del regista e di scrivere partiture indimenticabili. E dietro ogni lavorazione si nascondono aneddoti ed episodi che servono a fare crescere la leggenda. Come quando Morricone fu convinto a salire sul treno la sera di Natale per raggiungere Milano assieme a Giuseppe Tornatore e Marcello Mastroianni per girare la celebre scena all’interno del Teatro alla Scala in “Stanno tutti bene”. O, ancora, quando il regista scrisse le parole della canzone “Ricordare””, tema di “Una pura formalità”, sostituendo il suo testo a quello improvvisato dal compositore o quando riuscirono a realizzare l’idea innovativa di associare ad ogni volto una musica ne “La leggenda del pianista sull’Oceano”. Fino allo straordinario madrigale incrociato di “Volti e fantasmi” ne “La migliore offerta”.
La grandezza del compositore romano consiste nell’interpretare il proprio tempo, fondendo la tradizione con i gusti contemporanei. Morricone è riuscito a recuperare nel cinema le esperienze di avanguardia del XX secolo e la musica tonale più antica e primitiva. Le opere di Morricone e Tornatore si basano sull’equilibrio tra passato e futuro, tra tradizione e sperimentazione. Ennio Morricone realizza partiture che si sposano alla perfezione con la storia e le immagini dei film del regista siciliano. Un sodalizio che diverrà leggenda.Fonte: cs

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