Type O Negative: Ruggine d’aprile, muore Peter Steele

Si spegne a 48 anni la vita di Peter Steele. La causa del decesso è un collasso cardiaco.

Il carismatico frontman dei Type O Negative ha scritto alcune delle pagine più memorabili della storia del rock e della sua cronaca.

Trent Reznor leader dei Nine Inch Nails e musicista a lui coevo, su Twitter lo ricorda in alcuni momenti dei bei tempi andati: “I’m smiling recalling a funny story involving Pete, a microphone, an all-girl lipstick-lesbian band and a can of tuna. Ahh, the good old days… RIP Pete Steele – a nice (and very funny) man.”

Negli anni ’80, Peter Steele inizia come frontman del gruppo thrash Carnivore, dalle cui fondamenta stilistiche nascono i Type O Negative per cui compone musica e testi, canta e suona il basso. È nel 1993, grazie al terzo album “Bloody Kisses”, che il gruppo di Brooklyn ottiene il salto di notorietà: grazie a brani come “Christian Woman” e “Summer Breeze”, i Type O arrivano nelle classifiche acquisendo l’allora praticamente inusuale – almeno per pubblicazioni di questo tipo, particolarmente underground – status di disco d’oro.

L’ultimo album del 2007, “Dead Again”, ha fatto il suo ingresso nella classifica Billboard al 23esimo posto: per il gruppo si è trattato del miglior debutto di sempre.

Il marchio distintivo di Peter Steele rimarrà per sempre il suo approccio alla musica, scenografico e capace di improvvise ed insospettabili profondità; nonché la sua voce dal timbro surrealmente basso, che ha generato non pochi tentativi di imitazione nell’ambito del gothic metal underground. La sua musica nei Type O Negative mischiava sarcasmo ed autoironia ad un gusto spiccato per la melodia, con momenti particolarmente intensi di empatia ed emotività. Giocando bene con i suoi particolari attributi, ha saputo creare uno stile inconfondibile che la stampa ha spesso definito come la reinvenzione della formula dei Black Sabbath negli anni ’90.

Quella che apprendiamo oggi è, per dirla con parole sue, “like a death in the family”.

Riposa in pace, Pete.

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