Veterani contro la Bigelow

Non finisco le polemiche contro i film della Bigelow. Ieri il produttore del film Chartier,in un’e-mail indirizzata ai giurati dell’Accademia degli Oscar ha invitato a premiare il suo film «indipendente» e non «un lungometraggio da 500 milioni di dollari» ha rischiato di far escludere il film dalle Nomination e alla fine si è visto solo annullare l’invito alla cerimonia. Oggi piovono sul film le critiche dei reduci (veri) dalla guerra irachena.

Gli artificieri del film sono stati infatti accusati di somigliare a dei cow-boy, di non avere niente del vero soldato moderno. «Se il film fosse basato su una guerra mai esistita, non avrei avuto nulla da dire – dice Rieckhoff, ex ranger paracadutista -. Ma questo film è basato su un conflitto vero nel quale ho visto amici uccisi o mutilati dagli Ied». Altre accuse sono mosse alla (presunta) poca accuratezza di alcuni dettagli (il film tratta delle squadre di disinnescatori di bombe). I realizzatori rispondono semplicemente che “The Hurt Locker” è un film, non un articolo di giornale.

Polemiche a parte, dovremo aspettare domenica notte per sapere chi avrà ragione della contesa. Se il film (e la regista) saranno i vincitori della serata (secondo i bookmaker la sfida è proprio tra “The Hurt Locker” e “Avatar”), la Bigelow sarebbe la prima donna a vincere la stuatuetta per la regia.

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