ViaEmilia DocFest: La vittoria della disabilità

Cosa significa giocare a basket su una sedia a rotelle? Quali sono i sogni di un ragazzo che si trova a sfidare delle rappresentative di suoi pari per conquistare il titolo di Campione d’Europa? Andrea Boretti e Carlo Prevosti dirigono “Con Le Ruote Per Terra”, film documentario in concorso alla seconda edizione di ViaEmiliaDocFest.
Segue l’intervista ai due registi.

Il mondo del web, la multimedialità e le nuove tecnologie influiscono sul vostro modo di creare film? E se sì, come?

Andrea: “Sì influiscono, non potrebbe essere altrimenti, senza il digitale tanto per cominciare non sono sicuro che oggi farei il mestiere che faccio. Il digitale ha infatti aperto nuove porte e dato la possibilità a chi magari una volta aveva il talento ma non i mezzi anche economici per scommettere su un percorso professionale di questo tipo. Poi alla base c’è sempre la conoscenza del linguaggio cinematografico e la capacità di raccontare delle storie capaci di emozionare, senza queste due skill non si va da nessuna parte”.

Credete che il web possa essere decisivo nella diffusione del cinema documentario?

Carlo: “Il web è già fondamentale per la diffusione del documentario. Il mercato non permette molti spazi all’interno delle forme di distribuzione tradizionali, soprattutto se non tocchi temi che rientrano in una certa mentalità, ma questo è un discorso che riguarda la fiction. È necessario trovare però delle forme di distribuzione che riescano a coniugare i punti di forza della rete, come la diffusione virale e la partecipazione attiva del pubblico, ma evitarne i punti deboli come l’idea errata che in rete deve essere tutto gratis”.

Perché avete scelto di raccontare questa storia attraverso il documentario?

Carlo: “L’idea di lavorare alla storia della Nazionale Under 22 di basket in carrozzina è nata per caso, durante la presentazione dei campionati Europei di Seveso. Poter raccontare una storia di sport, altrimenti poco visibile, ma che potesse diventare la storia di persone mi è sembrata una bella sfida.
Sfida che è stata accettata anche da Andrea, amico e collega con cui condivido la passione per il basket oltre che il documentario. Siamo partiti senza budget e in punta di piedi, ma è bastato poco per rompere il ghiaccio e diventare realmente parte della squadra. Un’esperienza forte che siamo felici di essere riusciti a restituire, anche solo in parte, nel nostro film”.

Tre cose per invogliare il pubblico a guardare il vostro doc e votarlo.

Andrea: “1) Il nostro film racconta di chi senza poter camminare ha avuto comunque successo nella vita, cerca di raccontare la disabilità come un dato di fatto, una caratteristica come fosse il colore della pelle o dei capelli.
2) I giovani si dice che siano il futuro dell’Italia, se i giovani italiani fossero tutti come Silvia, Dodò, Domenico e Stefano, sportivi e uomini ‘con le ruote per terra’, cioè umili nella loro forza, sono sicuro che il futuro dell’Italia sarà un gran futuro.
3) I fondi per i cittadini disabili sono stati negli ultimi anni sempre più tagliati e messi in discussione. Il nostro film mostra come un giorno forse se ne potrà anche fare a meno, ma il momento non è ancora arrivato e forse è il caso che chi può parli e faccia qualcosa. La sensibilizzazione su questo tema è fondamentale”.
Fonte: Mongini Comunicazione

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