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A Cannes il futuro dell’industria musicale

Si è conclusa ieri a Cannes la più importante fiera mondiale dell’industria musicale, il Midem (Marché International du Disque et de l’Edition Musicale). Come prevedibile, si è ovviamente parlato molto del futuro del mercato musicale, analizzando i consueti temi riguardanti copyright, pirateria e business model alternativi alla distribuzione tradizionale.
Se avete seguito con attenzione quanto discusso puntualmente sulle nostre colonne a proposito dei vari MySpace Music, Nokia Comes With Music, iTunes, YouTube, Creative Commons e via dicendo, sapete già quali sono stati gli argomenti caldi delle presentazioni e dei dibattiti.

Quella che vogliamo presentarvi oggi è l’idea di un futurista, come si definisce lui, nell’ambito di media, comunicazione e tecnologia, Gerd Leonhard. Pur non presentando di fatto alcuna soluzione completamente innovativa, Leonhard delinea efficacemente l’andamento del mercato musicale di questi anni, cercando di fornire un modello, per alcuni versi complesso, che permetta il sostentamente di quell’industria musicale ormai boccheggiante. Nella sua visione, il complesso di download legali, streaming sponsorizzati, abbonamenti, dispositivi mobili e residue vendite tradizionali potrebbe produrre la simbolica cifra di 1 euro settimanale per ciascun utente, cifra comunque sufficiente ad alimentare l’intero mercato musicale.

L’analogia è chiaramente quella del modello radiofonico, che decine di anni fa ha stabilito criteri di ridistribuzione degli introiti per una fruizione apparentemente gratuita da parte degli ascoltatori. Si tratta, secondo Leonhard, di compensare piuttosto che cercare di controllare un fenomeno, come quello della musica via internet, assolutamente fuori da qualsiasi possibilità di gestione autoritaria.

Questo stesso pensiero sembra ormai condiviso da molti, stando anche alle dichiarazioni raccolte durante il Midem. Feagarl Sharkey, responsabile dell’associazione di discografici e artisti britannici UK Music, si è mostrato chiaramente consapevole dell’impossibilità di esercitare un controllo, idea che sembra avvicinarsi ormai anche ai pensieri della RIAA, da sempre portabandiera di migliaia di cause legali contro i pirati della rete.

Finalmente sollevati da questi ultimi concilianti atteggiamenti, vi lasciamo alla lettura dell’interessante presentazione di Gerd Leonhard, “Music 2.0: Compensation Not Control”, che trovate a questo indirizzo.

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