Home > Recensioni > A proposito di Davis

Llewyn Davis (Oscar Isaac) ha la musica folk nel cuore. Non quella dei ritmi canzonati che cominciano, in quei primi anni Sessanta, a spopolare nelle radio, però – la sua è attraversata da una vena malinconia e poetica che fatica a conquistare il grande pubblico. E così la sua vita lo porta ospite di casa in casa, di lavoretto in lavoretto per racimolare i soldi necessari a vivere.

L’esistenza di Llewyn è resa ancora più difficile da una ragnatela di complicatissimi rapporti personali, ma qualcosa è destinato a cambiare quando, uscendo dall’appartamento di una facoltosa famiglia ebrea di cui è ospite, si lascia sfuggire dalla porta il gatto rosso di casa. Non potendo più rientrare, lo porterà con sé in un lungo viaggio on the road alla ricerca dell’affermazione e della felicità.

I fratelli Coen ci portano così “inside” Llewyn – ma il titolo italiano è “A proposito di Davis” – in un viaggio che è anche dello spettatore all’interno di uno dei personaggi più toccanti e struggenti della loro intera carriera.

La musica, prima di tutto. O forse i gatti rossi. Ci sono molte cose che conquistano, in questo film. E si tratta di quelle cose che vanno dritte al cuore, come le canzoni folk che Davis intona con la sua voce malinconica, o il gatto rosso che lo sveglia a suon di fusa in un mattino destinato a cambiare la sua storia. Un film splendido, che non risparmia i soliti momenti grotteschi da fratelli Coen, ma che è prima di tutto uno struggente inno alla vita.

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