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A Serbian Film: La Serbia che non vedrete mai

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Presentato a numerosi festival ma ancora lontano dalla distribuzione, “A Serbian Film” di Sr?an Spasojevi? guarda dentro una Nazione attraverso la sua citatrice più profonda eppure parte integrante del suo volto, mostrando il lato oscuro della guerra – talmente oscuro che verrebbe da pensare che ce ne sia anche uno non oscuro o meno oscuro – senza mai nominarla ma distillandone l’orrore attraverso una straniante, stordente, soverchiante metafora intrisa di violenza e sesso che, nelle loro incarnazioni più estreme, sconvolgono la vita e l’essenza stessa di una famiglia non già normale ma almeno salda nella sua quotidianetà, lentamente e brutalmente stuprata in un perfetto incrocio di splatter, porno e snuff movie, che alla fine risulta più efficace della semplice somma dei tre elementi: sanguinosamente violento come uno splatter ma più doloroso per le profonde radici nella realtà; esplicito come un porno ma più perverso di qualsiasi cosa abbiate potuto scovare in Rete – 2girls1cup, 1guy1cup e Mr. Handy inclusi; col feeling di uno snuff movie ma una struttura di senso a sostenere una trama semplice e cruda come il corpo di una donna violentata, che potete guardare in due modi: con le birre e gli amici, godendovi la storia di un ex attore porno trascinato in un vortice di corpi torturati e scopati – secondo un ordine variabile – apprezzando il film come la cattivissima versione di un prodotto Troma, oppure sostituendo il concetto di Porno con quello di Guerra e osservando cosa succede quando l’azione si sposta dai set convenzionali per esplodere nelle strade di una città, nella casa di una famiglia, nella carne di un popolo, assaggiando un orrore a cui neanche ai sopravvissuti è consentito sopravvivere.

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