Home > Rubriche > Ritratti > A testa alta

A testa alta

Non ci vogliono per forza mille persone per fare un gruppo che spacchi il pentagramma.
Qui parliamo infatti di un Marco e due Alessandro, che – se la matematica non è un’opinione – sommati danno il numero tre – dicasi perfetto, secondo qualcuno.

I Downhead nascono nel 2008 con l’intento di mettere mano a un progetto musicale che includa tutte le influenze assorbite dai componenti durante gli anni. Nel dettaglio, il rock alternativo è il solido pilastro attorno al quale qui ruotano poi stoner, prog e metal, declinati in maniera più o meno dura a seconda dell’atmosfera che si intende creare.

“EP 2011″ è il loro secondo manufatto, seguito al promo d’esordio e a variegate esperienze live. Punto focale – e forse debole – del disco è la decisione di cantare esclusivamente in lingua inglese; per fortuna l’intervento riparatorio per il quale si adopera la perizia tecnica ed espressiva dei musicisti (evidente nella chiusura puramente strumentale di “Nazca”) riesce a rammendare ogni cosa.

Il trio milanese è capace di climax ascendenti e di continui crescendo ove gli assoli di chitarra elettrica non stufano l’audience, anzi, al contrario, la caricano di energia. L’equilibrio interno fa inoltre sì che il pestare della batteria non sia mai eccessivo e rende le sei tracce totali un percorso da cui si deduce una maturità artistica non male. Ispirazioni sicure sono Soundgarden e Mastodon.

Scroll To Top