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A tu per tu coi Byrds…

Un’esibizione decisamente fuori dagli schemi quella che Roger McGuinn ha tenuto ad Asti Musica. I violenti scrosci di pioggia hanno fatto scappare tutto il parterre. O quasi. I più fedeli, quelli che sognano ancora con la 12 corde del celebre fondatore dei Byrds, sono rimasti in attesa di un miracolo. E il miracolo è giunto con l’annuncio che lo show si sarebbe tenuto in una saletta dietro il palco. Aveva l’aspetto di un oratorio. E si è stipato in pochissimi minuti. Un centinaio le persone presenti. O poco più.

Roger si è seduto su una seggiola, senza microfono né amplificatori, in versione unplugged. Sorride, la distanza tra lui è il suo pubblico è essenziale e minima. Si sentono il suo respiro e il sottile rumore di ogni suo leggero movimento. La sua Martin a sette corde risuona col caratteristico jingle-jangle da lui creato e la sua voce, immutata e immacolata, si mescola in una onirica texture di vecchie glorie. Ripercorre le sue back pages a fianco di sua moglie che gli suggerisce la scaletta improvvisata. Ognuno dei presenti scuote gli occhi a destra e a manca per seguire la rapidità sconvolgente delle sue dita e canta insieme a lui ogni singola nota.

“Turn Turn Turn” e “Mr. Tambourine Man” sono quelle che rimbombano maggiormente tra le labbra dei suoi fan presenti e senza fiato. Ma anche “Ballad Of Easy Rider” e “He Was A Friend Of Mine” fluiscono dopo qualche minuto da lui speso per un aneddoto o un breve racconto. La virtuosistica “Eight Miles High” stupisce ancora. “Chimes Of Freedom” fa ancora sperare. “So You Want To Be A Rock’N’Roll Star” esordisce in un batter di mani. E, per concludere, “5D”, “Pretty Boy Floyd”, “Drug Store Truck Driving Man” e “May The Road Rise To Meet You”. Purtroppo la durata è stata sacrificata dalle circostanze. Non a scapito dell’intensità, a quanto pare.

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