Home > Recensioni > A Winged Victory For The Sullen: A Winged Victory For The Sullen

La vittoria del broncio

Adam Bryanbaum Wiltzie e Dustin O’Halloran non avevano già abbastanza da fare coi propri progetti, così una sera, dopo una tappa di tour a Bologna, decisero di mettersi in società e di fondare un ulteriore gruppo.

A Winged Victory For The Sullen è una band sicuramente influenzata dalla musica classica, che però i due artisti preferiscono definire “harmonic robitussin”: una sorta di medicina per gli acciacchi delle vie respiratorie, che invece di agire sulla tosse si appoggia su strumenti chetati quali pianoforte ed archi, coprendo il tutto con un sottile velo di speranzosa tetraggine.
L’antitesi è la chiave di lettura dell’album, il cui candido rivestimento abbraccia in maniera quasi materna la nerissima impalcatura sottostante.

Per il duplice sodalizio la voce umana non deve avere alcuno spazio di espressione, perché tanto ci pensano i violini, i violoncelli e gli effetti sonori ponderati affinché nulla di innaturale o troppo elettronico si palesi durante l’esecuzione.
E non se ne sente affatto la mancanza, credeteci (e ascoltateli).

Pro

Contro

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