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  • AA.VV.: Antivatican Coalition Against The Hippies Resistance

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L’opera di un demone

Questa è l’opera di un demone. Il demone irrequieto della creatività. Il demone malvagio dell’ironia e della fantasia. Un demone, irrispettoso verso la staticità delle norme e dei dogmi inventati per rinchiudere la dinamicità della vita nella prigione della sicurezza e di altri falsi valori, le maschere di Controllo e Dominazione“.

Si apre così il manifesto della Coalizione Antivaticana dell’Audio/Visivo. Un gruppo composto da 17 musicisti, divisi tra Alzheimer Duo e Improvvisatore Involontario, e 11 animatori, creativi accomunati da una concezione dell’arte come anarchico mezzo per abbattere i monolitici dogmi del potere. E che respingono con forza qualsiasi accostamento agli innocenti figli dei fiori di quarant’anni fa e la loro immaginazione al potere.

“Antivatican Coalition Against the Hippie Resistance” è una raccolta di lavori ai confini tra installazione audio/visiva, animazione, cortometraggio, che ci conducono attraverso un’esplorazione degli infiniti risvolti dell’improvvisazione musicale. L’unico strumento, insieme alla fantasia creativa e profondamente sovversiva dell’infanzia, a loro parere veramente valido per affrontare un discorso sulla repressione attuata dal sistema.

Il primo video è dedicato al più rappresentativo dei soggetti repressi: la donna. L’essere prigioniero, in tutte le culture e religioni, di un opprimente paternalismo maschilista. Attraverso titoli come “La Crocifissione di Barbie”, “Idiolatrie” e “Apostasia”, la Coalizione denuncia via via tutti i mali della società e i modelli da essa imposti: famiglia, religione, potere. Resta impressa la Sicilia pop e in crisi di identità di “L’Ultima Sicilia”, e diverte la rappresentazione dei sette peccati capitali in “Los Pecadores”.

I video più efficaci sono i più corti e meno parlati: la semplicità e un certo coté naif si avvicinano sicuramente più a quel recupero di un’infanzia sovversiva che fa da portabandiera all’intero progetto. Alcune clip tendono purtroppo in alcuni punti a scadere in morbosi intellettualismi che annoiano e inquinano il loro messaggio finale, ma, nel complesso, il gioco tra colonna sonora e colonna visiva funziona, e non stanca mai.

Dodici le scene/tracce del dvd, più un piccolo extra “The Death”, di Mitja Mancek, vincitore del premio per la migliore animazione al festival sloveno Filofest nel 2007, al quale diamo la nostra menzione speciale.

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