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AA.VV.: Bransjevelter #6

L’arbusto delle contaminazioni

L’etichetta Fysisk Format ha scelto per le proprie band la promozione attraverso compilation, in questo caso all’interno di una serie intitolata “Bransjevelter”. Tutti i gruppi proposti sono norvegesi, proprio come la label stessa.

La linea stilistica della raccolta è una sola: underground. Oltre questa soglia non c’è unitarietà alcuna, al di fuori di un onnipresente impronta noise rock: si comincia col dello sporchissimo stoner, si procede con punk a voce femminile, poi con del black-ambient metal, quindi death metal old school, segue una scarica di punk-rock novantiano, hardcore carico di scream e avanti così, a lungo, crossando tra punk, metal, modernismi inclassificabili e commistioni di variabilissima pesantezza. La matrice scandinava del sound non sempre è riconoscibile.

“Bransjevelter #6″ andrebbe preso per quello che è: una compilation in cui i brani che colpiscono l’attenzione dovrebbero indurre a dare una chance alle produzioni in studio, presenti e sponsorizzate sul sito dell’etichetta, in quanto limitate a un mercato ristretto. La scarsa uniformità tra le tracce induce a tenere desta l’attenzione e pensare di mettere un’etichetta di genere è un’impresa inutile. Un test consigliato per rocker “anarchici” e di larghe vedute. Ma niente voto: non renderebbe giustizia a tanta disomogeneità stilistica.

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Contro

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