Home > Recensioni > AA.VV.: We’re Punch Addicted

AA.VV.: We’re Punch Addicted

Share the addiction

Prima compilation su cd in casa Punch Records, etichetta che fa base in Friuli Venezia Giulia e da diversi anni è attiva nell’underground italiano, spesso legata a doppio filo a circuiti ambient/industrial anche se ad oggi è impossibile definire precisamente i confini musicali nei quali opera.

Se nei primi anni di attività le uscite di Teatro Satanico e Coph-Nia avevano contribuito ad avvicinare la label agli ambienti prima citati, il proseguo dei lavori ha evidenziato la volontà di spaziare tra diverse sonorità, passando per gli istrionici O’ Paradis per arrivare alle recenti più produzioni fortemente contaminate dall’elettronica.
Un percorso che è ben evidente, catalogo alla mano, osservando il progredire delle uscite e che specularmene ritroviamo nella tracklist di questa compilation.

Presentato con un corposo libretto, all’interno del quale ogni gruppo gode di una pagina di “rappresentanza”, il disco ospita 18 brani inediti assemblati appositamente per l’occasione, 18 gruppi che si esprimono senza regole tra gli inevitabili alti e bassi che operazioni come queste si portano dietro.

Le diverse anime musicali che convivono nella Punch Records si ritrovano nell’elettronica retrò dell’opener Commando Suzie, nelle sferzate ritmiche di AIT! che mette in fila uno dei pezzi migliori del lotto. Le contaminazioni sintetiche dal sound volutamente minimal dominano i lavori dei primi gruppi in lista, con qualche momento di stanca, per arrivare poi ai territori più loungy e variegati di Divine Muzak e al cabaret velato di malinconia degli O’ Paradis, habituè della scuderia con diverse uscite all’attivo.
Nella seconda parte c’è spazio per sonorità più riflessive tra le quali spiccano l’ambient dei nostrani Mushroom’s Patience, il rumorismo ipnotico e percussivo di 1997EV e le atmosfere apocalittiche di Luftwaffe. Chiusura un po’ troppo sui generis con l’industrial vecchia scuola di Smrt I Cekic, fin troppo anonimo in una raccolta così variegata.

L’eterogeneità della proposta rende inutile l’assegnazione di un voto, non è lo scopo ultimo di un progetto come questo quello di essere “valutato”. L’interesse è piuttosto storiografico, un riassunto e una vetrina degli intenti che la Punch Records nel tempo ha sempre portato avanti nonché un manifesto dell’evoluzione continua di questa etichetta.

Scroll To Top