Home > Recensioni > AA.VV.: Wild Sound From The Past Dimension
  • AA.VV.: Wild Sound From The Past Dimension

    AA.VV.

    Loudvision:
    Lettori:

Dammi tre parole… sole, COVER e amore

“Wild Sound From The Past Dimension” è il frutto della collaborazione tra Go Down Records e Associazione Circolo Fantasma (organizzazione concerti). L’iniziativa consiste in una ricca (75 minuti) compilation di cover dove si rieccheggiano piccoli-grandi classici pop e rock dell’epoca d’oro ’60-’70, rivissuti con l’intensità suggerita proprio dal binomio Wild Sound che dà nome al disco: una godibile carrellata di episodi che ripercorrono il passato versando il sudore del punk o aggiungendo i graffi minimali tipici del garage.
I gruppi coinvolti si dividono equamente tra quelli che girano nell’orbita Go Down Records e gruppi più underground che sono venuti a contatto con Circolo Fantasma nei 5 anni di attività dell’Associazione.

A lasciare maggiormente il segno sono, come giusto che sia, le cover che osano di più e non si limitano al semplice uso della carta-carbone. Non teme la brutta figura una acidissima versione stoner-psych di “Limb For Limb” dei Motorhead, eseguita dai britannici Gorilla, nome di punta della Go Down; stesso entusiasmo provoca una tuonante “Search & Destroy” (The Stooges) proposta dai nostrani Electric69 (altro valore aggiunto nel roster Go Down). C’è spazio anche per “Kissin’ Cousin” di Elvis che sembra suonata dai Ramones, e invece sono i Not Moving.
Coraggiosa e riuscitissima la cover dal sapore brit-pop di “That’s How Strong Love…” di Otis Redding da parte dei piacentini The Temponauts.

Non potevano mancare i tributi a due icone del rock come MC5, “Sister Ann” è riproposta dai Los Fuocos, e Small Faces, la cui “Tin Soldier” è resa al meglio dagli scatenati Small Jackets (fedeli scudieri Go Down).
Ultime menzioni per la calma apparente del surf-rock da Golfo del Messico di “Baha-Ree-Ba!” (The Nocturnes), firmato dai bolognesi The Faraons, che precede l’ultra-vintage “Universal Vagrant” (The Smoke) proposta dai francesi Les Playboys (attivi dal ’77); e in chiusura Sgt. Peppe regala una sinistra versione acustica della beatlesiana “Love You To”, orfana del sitar, ma genialmente impreziosita da un’atmosfera space-rock.
Anche i maggiori detrattori degli album tributo-cover potrebbero fare un’eccezione con “Wild Sound From The Past Dimension”, che non è solo disimpegnato intrattenimento sonoro, ma anche una simpatica occasione per andare a scoprire nomi nuovi del brulicante humus del rock underground italiano e non. 28 pagine di booklet, tanto per gradire!

Scroll To Top