Home > Recensioni > Abetito Galeotta: Cambi Di Stagione

Cantautorato italiano elegantissimo

Dopo il bell’esordio del 2010 “Bagaglio A Mano”, gli Abetito Galeotta tornano con “Cambi Di Stagione” che è un perfetto seguito del predecessore. Quello che emerge da questi dieci brani è un cantautorato maturo, semplice e d’effetto. Da De André ai Modena City Ramblers passando per Vecchioni e Vinicio Capossela, in questo lavoro sono concentrati ingredienti che hanno reso grande la musica cantautoriale italiana, rielaborandola creando così un disco fruibile ai più, per nulla complesso e che rimane impresso già dal primo ascolto. Un buon lavoro, molto vario e maturo.

Il piccolo walzer di “Giacomino Dalla Bella Voce” è quasi spiazzante, eppure dopo due o tre ascolti entra in testa, non va più via e si inserisce benissimo nel contesto di un disco che è una continua sorpresa, data la varietà di generi presente in scaletta. “Il Brigante Piccioni” ha un nonsocché di De André, così come “Cartoline Da Montegallo”. Molto bella la ballad “Verrà La Tempesta E Sarà Subito Giorno”, preludio alla chiusura assegnata a “Il Vecchio E Il Nuovo”, folk-pop gradevolissimo e perfetto per congedarci da un disco poetico, ben fatto, mai banale che prova a rilanciare il cantautorato italiano non-mainstream che trova poco spazio in radio e in tv.

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Contro

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