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Il quinto film in concorso di Alice nella Città, la sezione parallela sul cinema per ragazzi del Festival Internazionale del Film di Roma, parla di suicidio. Ce n’è almeno uno in ogni festival per ragazzi che si rispetti, e ha anche buone chance di vittoria. Evidentemente quello delle tendenze suicide degli adolescenti è un tema più scottante di quanto non si pensi. Ma “About a Girl” di Mark Monheim, lungi da mire psicanalitiche sulla questione, decide di trattarla da commedia.

La protagonista è Charleen, quindicenne figlia di genitori divorziati, attratta dal mito delle rockstar morte giovani, senza una vita sociale con i suoi compagni di scuola. Sedotta dalla facilità di un tentativo di suicidio come il classico asciugacapelli nell’acqua, detto tentativo fallisce per una distrazione, e Charleen sopravvive. La sbandata le passa, ma ormai è difficile convincere di ciò gli adulti attorno a lei. Così, dribblando le preoccupazioni di genitori, psicologi e servizi sociali, Charleen ritrova la curiosità per il mondo e le persone attorno a lei, che prima ignorava.

No, al contrario di quanto detto prima, “About a Girl” non sembra essere un film capace di prendere qualche premio. La sua maggiore risorsa sono i personaggi di contorno: la madre apprensiva e nevrotica (interpretata da Heike Makatsch, volto celebre in Germania ma che ha recitato anche in inglese nella commedia “Love, Actually”), il padre chitarrista sognatore e sempre lontano, la nonna comprensiva, lo psicologo sarcastico, il secchione emarginato che si dimostra invece un buon amico. Ma è la protagonista Jasna Fritzi Bauer (venticinquenne nei panni di una sedicenne) che stupisce con la sua mimica e i suoi tempi comici.

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Contro

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