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Brindisi d’esordio

La terra musicale partenopea è stata gravida per troppo tempo, lasciandosi cullare nelle glorie di un passato legato alla tradizione. Ora i suoi pargoli nascono a breve distanza l’uno dall’altro. Ecco i fiocchi colorati ai balconi delle sale da registrazione, ecco gli esordi di band capaci di guardare ben oltre la culla di residenza.

Tra questi, gli Abulico. Il gruppo che si forma a Napoli nel 2005 con l’intenzione di fondere stili diversi e offrire al pubblico una miscela di folk e indie su una solida base rock. Ma un buon bicchiere, si sa, va degustato e assaporato pian piano sentendone i richiami.
E “Behind”, il primo album di questi giovanissimi, è pieno di richiami. Un cocktail denso quanto basta per finire lentamente in gola e lasciare il tempo di far arrivare il gusto alla mente, l’unica capace di coglierne le percezioni.

Prima delle quali è sicuramente la voce di Alessandro Panzeri, che apre il disco con una delicatissima “Not Time To Think The Past” e suggerisce il più romantico dei Damien Rice. Uno stile da solista. Una voce degna del mestiere che sogna di fare. Note iniziali che si agganciano alle ultime di “Grey Sky” creando un abbraccio fatto di versi gentili.

Il disco, poi, continua a girare e nel bicchiere che abbiamo tra le mani sembrano moltiplicarsi i sapori. “Fixed” scende giù come i Radiohead, “Hide Me” – al primo assaggio – ha lo stesso sapore di un altro grande solista come Jeff Buckley. Poi arriva “Life And Story Of JM” e l’intero gruppo prende forma – come nel singolo “Tokyo Eyes” – richiamando lo stile Foo Fighters.

Tante le sfumature di “Behind”, che porta addosso il pregio di guardare in alto, che si veste con l’opposto significato del nome di chi lo suona: abulico è l’ascolto di chi crede di avere a che fare con il solito esordio da ragazzini. Ma abbiamo paragonato tutto ciò ad un buon bicchiere e ci siamo piacevolmente dissetati.
Ora lo stomaco pare aver fame: attendiamo gli assaggi di successo.

Paura di ascoltare le solite cose? Suvvia, a chi non piacerebbe un album da collezione con Rice, Buckley e Foo Fighters?

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