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Abysmal Dawn: La faccia cattiva di Los Angeles

Dopo l’uscita del nuovo “Programmed To Consume” e un imminente tour con Origin e Misery Index, gli Abysmal Dawn sono ormai pronti al grande salto! Ce ne parla il chitarrista Charles Elliot…

Ciao ragazzi… cominciamo facendo un passo indietro: come è stato il periodo post “From Ashes”?
Quando è uscito “From Ashes” abbiamo subito preso parte al nostro primo vero tour americano in compagnia dei Six Feet Under, Krisiun e Decapitated, ed avremmo voluto suonare ancora, ma non ci era possibile affrontare un secondo tour. Dopo il primo mese on the road, Terry ed io abbiamo perso entrambi il lavoro, un fatto che rappresenta l’inizio di un periodo piuttosto buio della mia vita, ma che mi ha dato molto da pensare. Quando sei costantemente preso dalla frenesia della tua vita, spesso non ti fermi a realizzare di come vada il mondo intorno a te e questo mi ha permesso di cambiare punto di vista su determinati aspetti della mia stessa esistenza.

Parlando del nuovo album “Programmed To Consume”… Cosa avete cercato di creare in queste nove tracce?
Il nostro obiettivo è stato quello di creare un disco più estremo e moderno rispetto a “From Ashes”. Questa decisione è stata presa perché il primo album è stato scritto parecchio tempo fa, riflettendo di fatto quelle che erano le nostre vecchie influenze. Inoltre, abbiamo sempre pensato che fosse un disco troppo corto, tanto da invogliarci a realizzare un disco completo, che abbiamo impreziosito con alcuni passaggi acustici che differenziano la nostra proposta musicale rispetto al passato.

Rispetto al passato, che tipo di musicisti siete ora? cosa è cambiato con questo nuovo disco?
Credo che la differenza più evidente consiste in Terry, che in questo album ha trovato e sviluppato un suo stile. Per quanto mi riguarda, invece, sono migliorato dal punto di vista tecnico e solistico ed ho sperimentato maggiormente anche con la voce, ottenendo ottimi risultati. Tutti questi cambiamenti si sentono molto nel nuovo album, sicuramente molto tecnico e coinvolgente rispetto al passato.

Analizzando il disco, si può notare come sia inizialmente più cattivo, per poi dare spazio ad orchestrazioni e ad altri elementi differenti… come mai questa scelta?
Il nuovo disco riflette di fatto quello che siamo oggi e le nostre maggiori influenze odierne, che hanno contribuito a donare al disco un sound molto moderno e aggressivo. Siamo una band estrema, ma abbiamo sempre bisogno di nuovi stimoli: infatti, era da un po’ di tempo che pensavo alle tastiere da inserire in alcune composizioni, cosa che è stata possibile in questo nuovo album. Dopo aver affrontato l’ultimo tour ci siamo resi conto di essere ad un livello internazionale, ed abbiamo sentito l’esigenza di affinare il nostro stile, di modo da essere più competitivi, al fine di diventare non solo la migliore band estrema di Los Angeles, ma una delle migliori al mondo!

Dal punto di vista dei testi, quali sono le tematiche trattate in “Programmed To Consume”?
Il titolo tratta di due cose: la nostra schiavitù legata ad una società basata sul consumo e la tendenza umana a consumare tutte le risorse del mondo. Come ho detto prima, ero in un periodo nero della mia vita e la mia visione misantropica delle cose è aumentata: i testi parlano di come siamo tutti controllati dalla società e come la gente reagisce a questo fatto. Per esempio, “Compulsory Resurrection” gioca con l’idea di clonare Gesù e l’effetto che questo avrebbe sulla società cristiana. In “Grotesque Modern Art” parlo addirittura di un artista usa la sua morte come la sua opera migliore, tematica che fa capire in che condizioni era la mia mente in quel periodo. Scrivere questo album mi ha aiutato e mi sento molto meglio ora che posso urlare queste cose ogni sera!
[PAGEBREAK] Quanto tempo avete impiegato per la fase di composizione e registrazione del disco?
La stesura del nuovo album è durata circa un anno. Per quanto riguarda i testi, ne avevo pronti solamente tre quando siamo entrati in studio, ovvero “Walk The Path Of Fire”, “Grotesque Modern Art” e “Programmed To Consume”, più dei pezzetti qua e la, che sono poi andati a completare i restanti testi, il tutto in circa un mese.

Avete in programma un tour con Misery Index e Origin, due band di grande esperienza… cosa ne pensate di questa occasione?
Adoriamo andare in tour con band con più esperienza della nostra ed entrare in una sorta di competizione, come nel caso dei concerti con Six Feet Under, Krisiun e Decapitated, dove nessuno credeva possibile che fossimo al nostro primo tour. Calcare il palco in compagnia di queste band tutte le sere è stata una grande fonte di ispirazione, gruppi composti da grandissimi musicisti.

Avete suonato con molte band quali Exodus, Into Eternity, Disgorge ed altre… quali ricordi avete di quelle esperienze? c’è magari un fatto particolarmente divertente che vi va di raccontare ai nostri lettori?

Sono tutte ottime band, siamo stati decisamente fortunati a poter suonare con loro. Non riesco a ricordare qualcosa di divertente che sia successo in questi concerti, tranne che i ragazzi dei Disgorge sono dei veri pazzi, su tutti il chitarrista Ed, che ci ha anche aiutato con il nuovo album.

Bene, vi ringraziamo per la vostra cortesia e vi auguriamo buona fortuna per il tour che state per intraprendere… e per il vostro futuro!
Grazie mille per il tempo che avete dedicato ad intervistarci! Speriamo di poter venire presto in Europa a suonare per tutie i pazzi metalhead italiani!

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