Home > Recensioni > AC/DC: Family Jewels
  • AC/DC: Family Jewels

    AC/DC

    Loudvision:
    Lettori:

Gradevoli memorabilia. Not for fans only!

Mettiamo subito le cose in chiaro: toglietevi quei paraocchi (li vedo già) con su scritto le varie “raschiamo il barile, eh?!?”, “mera operazione commerciale” o “il gruppo è alla frutta”.
Familiy Jewels è il pluririmandato (seppur poco pubblicizzato dalla stampa) doppio DVD firmato AC/DC, contenente il meglio tra video/promo-clip, apparizioni TV, video-bootlegs dal ’75 al ’90. Una prelibatezza attesa da tempo per i fan, ma anche un lussuoso best of videografico per tutti gli altri. Come previsto, il disco 1 è interamente dedicato all’era Bon Scott, mentre il secondo agli Eighties di Brian Johnson.
Per entrambi i dischi andranno fatte premesse diverse. Nel caso del 1° il materiale proposto è in teoria interamente inedito: in teoria, perché in pratica gli scaffali della Albert sono stati aperti più volte e, tra varie vicissitudini, gran parte dei video proposti risultano circolanti da qualche anno attraverso il web. Fortunatamente la facoltà rigeneratrice del DVD rende il prodotto di notevole qualità, sonora ma soprattutto visiva. Gli AC/DC capirono sin dai primi anni di carriera che il mezzo televisivo sarebbe ben presto diventato il canale prediletto per la comunicazione di massa, anche musicale. Così, superati gli impacci generali (amatorialità degli apparecchi e mummificazione del pubblico, degno del miglior “Ok, Il Prezzo è Giusto”), la ABC con il programma Countdown lasciava sfogare a piacimento la spensierata esplosività dei 5. L’unico che sembra già ampiamente a suo agio (ma pensa un po’) con la novità è Bon Scott, sempre istrionico e dalle movenze teatrali di fronte alla macchina da presa. Tra questa collezione di clip (alcune dal vivo, altre di carattere promozionale) spicca “Baby Please Don’t Go” dove Bonnie canta travestito da un’improbabile Heidi.
[PAGEBREAK] Gli AC/DC furono anche pionieri del video-clip in campo rock. In “It’s A Long Way To The Top” il gruppo gira suonando sopra un camion per le assolate strade di Melbourne, accompagnato da 3 suonatori di cornamusa. Come non citare poi l’epocale performance in “Let There Be Rock”, girato in una chiesa con Bon nelle vesti di predicatore e uno sdentato Angus chirichetto indiavolato. Tra le infuocate testimonianze live segnaliamo l’orgogliosa calata nella natìa Scozia (Glasgow ’78) per il binomio “Fling Thing” (un tradizionale popolare scozzese) / “Rocker” e “Riff Raff”, in pratica la versione filmata della traccia iniziale del live ufficiale If You Want Blood. Un alone di malinconia circonda invece l’ultima apparizione TV di Bon Scott, per motivi contrattuali e 10 giorni prima della scomparsa, nella trasmissione spagnola “Aplauso” con una svogliata “Highway To Hell” in playback.
Premessa per il 2° disco: il materiale (ad eccezione di poche tracce) è tutto già stato edito precedentemente in VHS. Nella prima parte si nota un drastico disimpegno videografico del gruppo, forse ancora scosso dalla perdita di un colosso come Scott, guidato dal timido Brian Johnson già con l’inseparabile coppola in testa. Per le prime chicche si dovrà aspettare il 1985 con le 5 canzoni tratte da “Fly On The Wall”, utilizzate come colonna sonora di un divertente cortometraggio ambientato in un Ballroom. Sempre già editi su VHS (“Clipped”, 1990) sono i video-clip successivi, tra cui spiccano il pirotecnico “Heatseeker”, l’affollatissimo teatro shakespeariano di “Thuderstruck” e la cascata di verdoni in “Moneytalks”.
In definitiva, un DVD ricco (2 ore e 30 di proiezioni, più elenco discografico interno) e ben confezionato che fa da aperitivo per l’attesa dell’uscita dell’ennesimo disco firmato AC/DC con il solito sconvolgente tour annesso.

Scroll To Top