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  • AC/DC: High Voltage

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THE WAY, if you wanna rock’n’roll…

Sydney, Australia, Novembre 1974. L’ottavo giorno un Dio decise di fare gli AC/DC.
Le pretese glamour del primo vocalist Dave Evans (il suo apporto durò il tempo di un singolo e una manciata di live-show) vennero soppiantate dall’esperienza e dal sensazionale screaming di Bon Scott, anch’egli di origine scozzese come i fratelli Young. Il suo arrivo fu come una benedizione e al movimentato pop-rock di “Can I Sit Next To You Girl” (prima canzone incisa dalla band) si affiancarono uno ad uno tanti piccoli/grandi inni generazionali. Come una “It’s A Long Way To The Top…” che da 30 anni accompagna l’ingresso on stage dei grandi nomi dell’hard’n’heavy mondiali, mettendoci in guardia sull’estenuante gavetta che tocca alla figura del rocker. Oppure il bollente heavy-blues di “The Jack”, in cui Bon racconta della malattia venerea che affligge le disponibili donzelle australiane. O ancora “T.N.T.” e “High Voltage”, sorprendenti promemoria sulla carica esplosiva dell’approccio-AC/DC a una magica alchimia chiamata rock’n’roll. E come dice la critica con quel fare stizzito: “tre note ripetute, e via”. Sì, le solite tre note: ma i fratelli Young nella arcana Australia di inizio anni ’70 sapevano dell’esistenza della chitarra solo grazie alle gesta dei grandi bluesman americani di un quindicennio prima. Ebbene il fratello maggiore dei scalmanati nanerottoli, George (primo produttore AC/DC ed ex-esponente del pop australiano), fiutò da lontano le potenzialità del duo, e di conseguenza lo scarno chitarrismo di Malcolm “The Brain” alla ritmica fu dal primo giorno di contratto il colosso portante del mito AC/DC. Un blues ulteriormente estremizzato e saccheggiato (però distante rispetto al consolidato garage americano) unito alla poetica di Bon Scott, amante numero uno di donne e alcool: tutto questo portò alla genesi di “High Voltage”, una specie di best of dei primi 2 album (“High Voltage” e “T.N.T.”, 1974-1975) editi fino a quel momento esclusivamente in terra australiana.
Come il blues con un solo giro ripetuto allo sfinimento riusciva a stregare milioni di ascoltatori, così gli ingenui e sporchi riff di “High Voltage” a distanza di decenni fanno ancora genuflettere e agitare come poca altra musica. Di lì a breve, numerosi incendiari tour sconvolsero Australia ed Inghilterra e la furia hard rock degli AC/DC, simboleggiata da uno scolaretto posseduto e scalmanato di nome Angus, avanzava inesorabile alla conquista dell’intero pianeta.

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