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  • AC/DC: If You Want Blood, You’ve Got It

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Il manuale del perfetto live-album

È il secondo semestre del ’78 e le fertili condizioni in cui gli AC/DC avrebbero affrontato il “Powerage World Tour” convinsero l’Atlantic a immortalare su album il meglio delle esibizioni live di quel periodo. Le premesse: una migliore strumentazione che permise la registrazione di suoni davvero ottimali, ma in particolare lo straordinario stato di forma del gruppo, al top sia dal punto di vista artistico (“Powerage” lo conferma) che professionale (alle spalle 5 studio album e in pratica 2 ininterrotti anni di concerti). L’eccezionalità di un concerto degli AC/DC di quegli anni era dovuta allo stratosferico muro di suono creato contro l’ignaro pubblico (in USA non erano ancora headliner): i 3 nelle retrovie a carburare e il carisma assoluto di Angus e Bon a fare tutto il resto.
“If You Want Blood…” è un live epocale, non ci sono dubbi a riguardo. Nonostante gli ovvi ritocchi e lo scollamento tra una song e l’altra (non provenendo tutte da un unico concerto), l’album in questione è l’indelebile e per ora unica testimonianza ufficiale della magica atmosfera sprigionata dalle esibizioni del quintetto australiano con alla voce Bon Scott. Il suo estroso isterismo vocale ha dell’incredibile e la sua prodigiosa alchimia con la forsennata chitarra di Angus non può che stregare. Il coinvolgimento sale a mille grazie alle interpretazioni più accelerate e furiose di “Bad Boy Boogie” (in mezzo lo spogliarello di Angus), “Let There Be Rock” e “Rocker”. Se poi a coronare la tracklist ci pensano il grasso blues di “The Jack” e la potenza senza controllo di “Whole Lotta Rosie”, si potrà difficilmente ambire ad un concerto migliore di questo.
Tuttavia, rimanendo fiduciosi sognatori, possiamo sperare che un giorno qualcuno si accorga di cosa ci siamo persi: non dev’essere un’utopia ripescare le centinaia di ‘registrazioni clandestine’ di fine anni ’70 e farne magari una collana accessibile a tutti i fan della band, devoti da anni alle numerose comunità di bootleg’s trading sparse per il mondo.
E dopo questo appello che avrà, ahimè, l’eco di un sasso in un oceano, non possiamo far altro che consigliare vivamente a chiunque (anche ai tanti detrattori degli AC/DC) l’ascolto/acquisto del live album fin qui decantato, perché ‘live’ è la naturale dimensione del gruppo e semplicemente perché in campo hard-rock nessun gruppo dal vivo seppe mai raggiungere risultati così straordinari.

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