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  • Acacia Avenue: Acacia Avenue

    Acacia Avenue

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Solo l’amore unisce…

Strano trovarsi davanti ad un debutto come quello degli Acacia Avenue e scoprire che il risultato – un A.O.R. melodico e lineare – è opera invece di un progster devoto a schemi complessi e virtuosistici.
Torben Enevoldsen impersona un deus ex machina strumentale quasi in sordina, che lascia la vera scena a tre vocalist dalle tonalità opposte: Tony Mills, Torben Lysholm e, sicuramente il migliore, Geir Rönning.

L’ago della bilancia oscilla, quindi, tra sonorità hard rock alla Whitesnake ed altre più melliflue alla Journey, con variazioni intermedie di varia ispirazione (Giant, Winger, TNT per esempio).
Senza una vera unitarietà, il lavoro appare più il sogno nel cassetto di un uomo che la sorte ha impiegato su tutt’altri lidi.

Quando un album non è in linea con la storia di un musicista o diventa una chicca preziosa oppure solo un repertorio di miscellanee sconnesse e senza un loro perché.
Se anche le melodie degli Acacia Avenue sono piacevoli e morbide, se anche c’è garbo nel songwriting e nessun esibizionismo, il lavoro sembra senza una propria direttiva, che non siano i testi d’amore.

Pro

Contro

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