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Chitarre fumanti

E chi li ferma più gli Accept? Con “Stalingrad” i tedeschi depositano un’altra pesantissima mina sul campo di battaglia dell’heavy metal, con tale sicurezza che l’impianto ottantiano della musica ne esce del tutto rimodernato.

La qualità della produzione è un fattore secondario. I pezzi sono delle corazzate che si destreggiano tra le chitarre urlanti di “Flash To Bang Time” l’uno-due epico “Hung Drawn And Quartered”-“Stalingrad” dall’attacco incredibilmente catchy e l’inquietudine di “Shadow Soldiers” e “Twist Of Fate” – che per la verità ricordano tantissimo l’ex frontman Udo. La costruzione strofa – coro veloce – bridge va sempre a buon fine e il cantante Mark Tornillo fa un figurone, concedendosi anche un riuscito passaggio in clean all’interno di “Hellfire”.

La notizia non è che gli Accept abbiano trovato la fonte dell’eterna giovinezza – almeno nello spirito – ma che non l’abbiano esaurita nella scrittura dell’eccellente predecessore “Blood Of The Nations”. Il nuovo nato è un acquisto garantito per chiunque ami il metal classico, con pochi colori ma decisi, finalizzato solo a cantare, scapocciare e fare air-guitar. Una bomba.

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