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Spleen moderno

Secondo album per gli emiliani Act Noir, che nei quattro anni che separano quest’uscita dal debut “Automatisme Psychique”, si sono mantenuti attivi con alcuni concerti live e ora si presentano con una nuova lineup che vede come vocalist Gaetano Notarnicola.

Il sound è comunque rimasto molto legato all’elettro-rock, anche se la band si è spostata verso linee melodiche più marcate. Tra gothic e basi wave “Shape A New Start” riesce a essere sufficientemente “furbo” da poter valicare i confini della nicchia di appartenenza degli Act Noir.

Tra brani sostenuti e un paio di lenti malinconici – “Wrong Places” e “The Higher I Went, The Deeper I Fell” – l’album scorre agevolmente con un tocco di tecnologia synth che non guasta.

L’impronta di gruppi storici, primo tra tutti i Depeche Mode, si sente costantemente. Ciononostante gli Act Noir hanno saputo coltivare una propria personalità e posizionarsi in una dimensione originale e interessante, fatta di atmosfere elettroniche liquide e sognanti, che non perde mai di vista la cura per i dettagli stilistici e tecnici.

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Contro

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