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Lisa Hannigan: Acustico irlandese

L’art-bar Santeria di Milano accoglie lo showcase di Lisa Hannigan, musicista irlandese famosa per la lunga collaborazione col connazionale Damien Rice – prima – e per la successiva fulminea carriera solista. Il secondo disco, “Passenger”, è uscito in Italia a gennaio e ricalca le orme del capostipite “Sea Sew”, già doppio disco di platino.

L’Italia è terra vergine per le esibizioni della 31enne cantautrice di formazione dublinese. Nel piccolo spazio in fondo alla sala la chitarra acustica è l’unica compagna. Senza plettro, come d’abitudine. Di fronte alcune decine di persone stipate, inchiodate al silenzio. Perché quando canta la Hannigan, sempre pronta a elargire grandi sorrisi, anche i fotografi sono tentati di abbassare gli apparecchi e ascoltare. La manciata di canzoni proposte spazia dalla spigliata “Knots” alla malinconica “Paper House”, passando per “Little Bird” e “Safe Travels (Don’t Die)”, dedicata quest’ultima agli automobilisti milanesi. Sono brani estratti da “Passengers”. Ed è tutto un salire con la voce, tra le palpitazioni del ricordo, riscendendo col timbro riflessivo del presente, che si ripercorre a occhi chiusi. Sono le memorie di un viaggiatore. Se l’avvio sconta qualche timidezza, il canto della Hannigan trova in fretta il suo equilibrio, oltre l’ammiccamento del pop e l’istinto del folk.

Questa sfuggente parentesi acustica, che scivola nello spazio sonoro di pochi applausi, non è che l’antipasto della proposta di Lisa Hannigan. Il 7 maggio il suo itinerare la porterà ai Magazzini Generali di Milano. E allora sarà tutta un’altra musica.

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