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Addio neutralità della rete!

Questa volta non sono né i francesi (con la loro Sarkozy), né gli svedesi (con la loro condanna a PirateBay), né gli americani (con l’estensione del diritto d’autore).
Le pessime notizie ora giungono dall’Europa ed, in particolare, da alcuni politici europei, poco prima delle prossime elezioni.

Il Consiglio e la Commissione Europea hanno proposto dei preoccupanti emendamenti, al Parlamento Europeo, sulla Direttiva relativa ai Servizi Universali, ribattezzata “Pacchetto Telecom” (una serie di norme ed obblighi imposti ai fornitori di connettività come internet).

Gli emendamenti in questione intendono privare il consumatore del diritto di avere “tutta” internet durante la navigazione. Le nuove norme, infatti, vogliono concedere ai fornitori del servizio di connessione il potere di decidere cosa tenere e cosa non. In altre parole, essi potranno inibire la navigazione su servizi o contenuti che non intenderanno autorizzare. Una sorta di lucchetto differenziato a seconda dell’operatore.
Internet non sarà più una rete universale: il vostro fornitore di connettività potrà darvi accesso non solo alle porte che preferisce, ma anche ai siti che intende autorizzare.

Va così in frantumi la cosiddetta Net Neutrality cioè l’indifferenza della piattaforma internet ai contenuti che essa distribuisce.
Tanto è vero che il papà del web, Tim Burners-Lee, è intervenuto su youtube per avvisare del pericolo alla net neutrality, sottolineando che questa nuova normativa istituirebbe una vera e propria forma di censura.

Con che criteri e quali saranno gli obblighi contrattuali per accedere alla rete? Cosa bisognerà fare o chi bisognerà pagare per evitare che il proprio sito venga oscurato? Dovremo remunerare anche i fornitori di telefonia e di accesso ad internet? Per essere raggiungibili su internet bisognerà essere graditi alle compagnie di telecomunicazioni!

Questi aspetti, prima rientrati nella generica libertà di impresa e di parola, oggi invece sono rimessi in discussione.
Assoprovider ha scritto un’allarmata lettera ai parlamentari europei. Qui potrete leggerne il testo.

E tutto questo verrà deciso il prossimo 5 maggio dal nostro Parlamento Europeo…

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