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    Adema

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Il fratello di Jonathan Davis cerca la sua ribalta

Come al solito prima di scrivere la recensione di un disco sono andato a cercare la biografia degli Adema e devo dire che sono rimasto stupito; infatti il cantante Mark Chavez è il fratellastro minore di Jonathan Davis (frontman dei Korn), cui dedica parole di stima e riconoscenza. E non è finita… Kris Kohls vi dice qualcosa? Be’, è (o era) il batterista dei Videodrone, band che al momento ha solo un album all’attivo che mi aveva colpito molto, ma di cui adesso si sono perse le tracce. C’è chi dice che si siano sciolti, c’è chi dice che alcuni membri siano andati via, ma che i rimanenti avrebbero continuato questo progetto; fatto sta che sono spariti sia dalla scena che dal web (il loro sito non esiste più, e non sono nemmeno presenti nella pagina della Elementree, etichetta di proprietà dei Korn, con cui avevano firmato il loro contratto).
Ma bando alle ciance e passiamo alla musica di questo quintetto. Ovviamente non può che trattarsi di nu-metal con questo back ground, e altrettanto ovviamente sono evidenti le influenze dei Korn; infatti moltissimi passaggi ricordano molto da vicino la famosa band di Bakersfield, soprattutto nel cantato in cui Mark passa da parti melodiche, molto pulite, a parti in cui invece la sua maniera di esprimere rabbia va pressoché a coincidere con quella del half-brother Jonathan, come anche l’attitudine ad usare il doppio cantato proprio in stile Korn. Ma nella musica degli Adema coesistono anche influenze digitali (Videodrone ad esempio…) nelle parti campionate che non sono particolarmente originali, ed in ogni caso questa band non si discosta in maniera evidente dalle altre del genere.
La tecnica compositiva è molto buona, in quanto le 12 canzoni di questo album sono varie, curate nei dettagli, anche se non particolarmente originali ed avvincenti; alcune canzoni sono molto entusiasmanti come “Givin In”, “The Way You Like” (quasi interamente rappata), “Do You Want To Do” e “Speculum” che riesce a trasmettere un senso di angoscia non indifferente. Anche la produzione è di altissimo livello, rendendo questo album un ottimo prodotto. Le pecche più grosse di questo disco forse sono che, non essendo particolarmente originale, stufa in fretta e non essendo particolarmente d’impatto, ma piuttosto melodico, si arriva un po’ a fatica verso il fondo. Comunque un disco adattissimo a tutti gli amanti del genere che sono sicuro non se lo faranno sfuggire, ma che sfortunatamente non lascia stupiti in maniera profonda.

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