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Adriano Tarullo: il nuovo disco Storie di Presunta Normalità track by track

 

Il nuovo lavoro del cantautore abruzzese Adriano Tarullo si intitola “Storie di Presunta Normalità”, presente nei canali digitali a partire dalla metà dello scorso mese di Aprile. Sono 12 inediti di suo pugno che per prima cosa abbandonano totalmente il dialetto abruzzese di cui lui spesso ha fatto uso per la sua scrittura. Non abbandona il blues e ingredienti forti di chitarra acustica e di certo non abbandona neanche quel certo gusto pop nel dare forma alle sue canzoni, alle sue storie appunto. A dirla così certamente non ci aspetteremmo di ascoltare anche brani decisamente americani e ferrosi come “Quella strana allergia ai cipressi” e questo è solo uno dei tanti momenti in cui Tarullo ci regala delle gustose variazioni sul tema portante dell’intero disco. In rete il video del singolo “Cenere di stelle” e noi di LoudVision come al solito siamo sul pezzo per raccontarvi i dischi track by track.

Adriano Tarullo, “Storie di Presunta Normalità” brano per brano.

Bastarda malattia

Il premio nobel Elie Wiesel ha definito il morbo dell’Alzheimer il cancro dell’identità. Ė arrabbiato, confuso, perso ma quando sorride riconosco mio padre, ancor più vivo di sempre.

Lei casca dalle favole

La storia di una ragazza alla ricerca della felicità. Flaiano diceva che “il sognatore è uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole”. Guai a sporgersi troppo.

Cenere di stelle

Una canzone sull’amore non corrisposto. Ho raccontato una storia in termini fiabeschi in contrasto con quello che presuppone una favola e cioè il lieto fine.

Colm Thomas

Ė una canzone dedicata a Colm, figlio del poeta Dylan Thomas, venuto ad abitare gli ultimi anni della sua vita sulle rive del lago di Scanno. Era una persona squisita, cordiale, ironica e soprattutto amica.

La nuora nera

Un padre che non tollera gli uomini di colore fino a quando suo figlio mette in cinta un’africana. L’idea di scrivere una canzone mi è venuta dopo aver visto costui portare a spasso i suoi nipoti, mano nella mano.

Io mi sento chitarrista

Scrivo e canto canzoni ma la mia vera passione è suonare la chitarra. Sono un chitarrista che canta. Nel finale c’è una citazione della canzone “Il chitarrista” di Ivan Graziani, un grande cantautore abruzzese…

…e un grande chitarrista.

Un mestiere difficile

Ho cercato di immaginare l’approccio (la cura, la dedizione) che un’infermiera deve possedere sia nei confronti di un paziente, sia verso quelli di un proprio figlio. Stesse azioni ma con un approccio totalmente differente. Per niente facile.

Quella strana allergia ai cipressi

La situazione classica di un funerale. Un rito che suscita la forte attenzione di una piccola comunità ma che può nascondere qualche ipocrisia.

Crollava l’intero paese

Ė la storia di un uomo tradito che non smette di amare la sua donna. Il terremoto ridona una nuova vita alla coppia e, mentre nasce un figlio, i pettegolezzi di un intero paese vengono sotterrati dalle macerie.

La mia testa in riva al mare

Qual è il piacere di stare in un metro quadrato di una spiaggia affollata in piena estate? Ho vissuto per molto tempo sulla costa e mi sono sempre chiesto se questo fosse il migliore dei modi per godersi il mare?

Un’ingenua libertà

Quest’album è una raccolta di storie. Ho dedicato una canzone che parlasse di quello che le storie sanno offrirci: uno spiraglio, qualcosa dove riprendere fiato, utile a ossigenare la nostra libertà.

L’arte di una madre

Il brano è strumentale, l’unico del disco, quello che conclude l’album. Nel libretto del cd si possono trovare dei versi che ho associato e che ho dedicato a mia madre, alla sua vita.

 

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