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Affogati tra marketing e apparenza?

Ricordate che due giorni fa parlavamo di come gonfiare le proprie statistiche su MySpace? In caso negativo potete recuperare con il link che trovate tra gli articoli correlati, in caso positivo, invece, potrete facilmente seguire l’ampliamento della riflessione.

Lo spunto di oggi viene dagli utenti e i gruppi che il grande portale mette in evidenza. È chiaro che con il giro d’affari che interessa MySpace non ci si possa aspettare che tutti abbiano le stesse opportunità di emergere, ma probabilmente sarebbe corretto chiamare ciascuna cosa col proprio nome.

Se su YouTube sono posti in evidenza i featured e promoted videos, che in italiano assumono i ben più ambigui nomi di video in primo piano e consigliati, su MySpace ci può capitare di trovare, tra i nuovi utenti, i profili di personaggi affermati come Sara Varone, che di nuovo non hanno assolutamente nulla – i primi commenti risalgono a Gennaio – se non una maggiore esigenza di far parlare di sé. Ci fa senz’altro piacere ammirare le sue foto giganti, ma preferiremmo sapere perché lo stiamo facendo.

Il marketing delle grandi aziende si sta facendo strada con sempre maggior efficacia e convinzione nei territori che, fino a pochi mesi fa, erano di prevalente competenza di nerd e sociopatici, cominciamo quindi a sentire l’esigenza di riconoscere ciò che ci viene proposto per quello che effettivamente è. Magari cominciando a specificare il committente.

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