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Afterhours, in concerto a Bologna: report live e scaletta

Il 14 marzo gli Afterhours hanno scelto l’Estragon come tappa bolognese del loro Club Tour 2017, per la presentazione di Folfiri o Folfox, un disco decisamente molto personale e tagliente uscito ormai quasi un anno fa.
Il rischio di un club grande come l’Estragon è sicuramente il fatto di essere molto dispersivo, ma nel nostro caso il problema non si è minimamente posto. Il pubblico ha raggiunto il locale in modo molto scaglionato, tanto che all’ingresso non c’è stata neanche un po’ di attesa e questo ci ha fatto presagire il peggio ma, quando l’abbiamo raggiunto, l’interno era già gremito di gente. L’atmosfera è stata subito riscaldata dalla voce e dalla chitarra di Andrea Biagioni, reduce dalla 10° edizione di x-factor e definito “un fuoriclasse” dallo stesso Manuel Agnelli. In un breve set di cinque pezzi, tra inediti e cover, riesce a catturare su di sè tutta l’attenzione.
Dopo una breve pausa gli Afterhours salgono sul palco tra le acclamazioni del pubblico e si trovano di fronte ad un Estragon completamente sold out. Come sorprendere, folgorare e quasi acciecare il pubblico? Gli Afterhours hanno sicuramente la giusta ricetta. Tra pazzeschi giochi di luci e suoni potenti danno il via ad un concerto coi fiocchi; partendo da “Né pani né pesci” seguita da “Qualche tipo di grandezza”, la voce di Manuel risuona sopra tutti gli altri strumenti, coprendo quasi completamente il violino.
Possiamo dire che il concerto, durato complessivamente un paio d’ore, sia stato diviso in tre parti: il primo set incentrato appunto sul nuovo album, che è stato suonato quasi per intero e tra i cui brani hanno spiccato il singolo “Non voglio ritrovare il tuo nome”, cantato a squarciagola da tutto il pubblico e “San Miguel” con le sue allucinate e controverse parti vocali, intervallato da brani degli album Padania del 2012 (“Costruire per distruggere”e “La tempesta è in arrivo”) e Ballate per piccole iene del 2005 (“Ballata per la mia piccola iena” e “La sottile linea bianca”). Col brano “L’odore della giacca di mio padre” suonato alla tastiera si chiude il primo set e la band scende dal palco, lasciando il pubblico a chiedersi se fosse già il caso di chiedere il bis, nonostante fosse passata poco più di un’ora. Dopo poco però, le luci si sono riaccese e i sei sono tornati sul palco sulle note di “Male di miele”, dissipando ogni dubbio.
Non si può che considerare un ritorno sulla scena di quelli con la r maiuscola, quello degli Afterhours con una formazione nuova, in splendida forma e più carichi che mai, con un sound che rispecchia in tutto e per tutto questa ventata di cambiamento.

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SCALETTA:
Né pani né pesci
Qualche tipo di grandezza
Oggi
Il mio popolo si fa
Ballata per la mia piccola iena
La sottile linea bianca
San Miguel
Musa di nessuno
Non voglio ritrovare il tuo nome
Ti cambia il sapore
Cetuximab
Grande
Costruire per distruggere
La tempesta è in arrivo
Noi non faremo niente
Se io fossi il giudice
Folfiri o Folfox
Fra i non viventi vivremo noi
L’odore della giacca di mio padre
Male di miele
La verità che ricordavo
Tutti gli uomini del presidente
Bye Bye Bombay
Ophryx
Padania
La vedova bianca
Ci sono molti modi
Quello che non c’è

 

di Ilaria Sutti

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