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  • Afterhours: Padania

    Afterhours

    Data di uscita: 17-04-2012

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La Padania è reale

La mise di Agnelli dell’ultimo tour degli Afterhours che recitava God Is Sound era solo uno dei punti del manifesto che la band sta scrivendo con la propria carriera. La musica per dio e te stesso al centro del mondo, questo il Verbo.

La prima sveglia era stata data ai milanesi, quelli che ammazzano il sabato. Poi insieme ad altri diciotto artisti hanno alzato la voce per farsi sentire in tutto lo stivale. E ora arriva “Padania” a metaforizzare uno stato mentale.

Lontani dagli inni verdi, gli Afterhours trasportano nel rock il dovere artistico di scuotere le coscienze. Aprire le menti per risanare lo Stato. Appropriarsi della libertà per godere dei diritti. Tutto in nove comode tracce.

Quella lanciata sul mercato è una bomba pronta ad esplodere sopra e sotto il palco. Se “Terra di Nessuno” è il brano che più di tutti dà del tu all’intero disco, “Costruire Per Distruggere” si veste dei colori che avevano le note dedicate a Berlino. “Fosforo e Blu” garantisce il pogo e lavora di ipnotizzazione gridandoti addosso se non ti ammazza ti rinforza.

I milanesi sono maturati e hanno ben chiaro il senso del loro mestiere: aver qualcosa da dire e farlo nel modo migliore possibile. “Padania” è la più lucida descrizione dell’italiano contemporaneo.

Ci siamo tutti dentro: l’unica delusione dell’album.

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