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Agents of S.H.I.E.L.D. e il mondo Marvel

Non tutti gli eroi sono super”. Questo lo slogan scelto dalla Fox per lanciare la nuova serie della Marvel “Agents of S.H.I.E.L.D.”. Una serie che ha qualcosa di super già nel nome del regista e sceneggiatore che l’ha curata: Joss Whedon, lo stesso già messo alla prova dalla Marvel col primo capitolo di “The Avengers”, e che curerà anche il seguito atteso nei cinema italiani nel 2015, “Avengers – Age of Ultron”.

Come ha detto Maurissa Tancharoen, produttrice della serie, le aspettative erano alte da parte del pubblico, che avrebbe voluto un film della Marvel ogni settimana.

La Marvel in questi ultimi anni ha deciso di tirare le fila dei suoi supereroi, creando una serie di film dedicati a ognuno, come i vari Iron Man, Thor e Capitan America, in cui disseminare piccoli indizi che confluiscono negli Avengers. In realtà ci ha provato anche con Hulk, ma visti gli scarsi risultati dei due film, “L’incredibile Hulk” del 2008 e “Hulk” del 2003, viene il dubbio che questo vendicatore sia relegato solo ai film delle battaglie collettive.

“La Casa delle Idee” ha creato un mondo unico, in cui i richiami sono continui e intrecciati. Se è vero che si può vedere Iron Man senza aver visto uno dei film dedicati a Thor, è anche vero che si perde quella parte di contenuto dedicata ai seguaci più fedeli. In ogni film c’è una sorta di lettura doppia, per chi ha visto e sa e per chi invece vuole solo gustarsi la visione del momento. Così ad esempio accade in “Iron Man 2”, quando al televisore Tony Stark vede alcuni accadimenti de “L’incredibile Hulk”. E si possono capire le crisi di panico del povero Stark se non si è visto “The Avengers”? Solo in parte.

Ma il grande schermo alla Marvel non basta, così se lascia al cinema i supereroi, usa il piccolo schermo per la parte “umana” della battaglia: lo S.H.I.E.L.D., appunto, persone normali in un mondo straordinario. “Siamo il confine tra il nostro mondo e un mondo ancora più strano. Noi proteggiamo le persone da alcune verità e se non ci riusciamo le teniamo al sicuro”. Così spiega lo S.H.I.E.L.D. uno dei protagonisti della serie, l’agente Grant Ward.

Il mondo è cambiato dopo “i fatti di New York”, ovvero quanto è accaduto in “The Avengers”, e quello in cui si muove ora lo S.H.I.E.L.D. è un nuovo mondo, in cui le persone sanno dell’esistenza di alieni e affini. Il collegamento con gli Avengers è forte, al punto che la serie inizia proprio con Ward che recupera un collegamento neurale chitauriano, lo stesso popolo di Asgaard combattuto nel film dei vendicatori.

Lo S.H.I.E.L.D. è presente in realtà nei fumetti ideati da Stan Lee e Jack Kirby fin dal 1965, quando l’acronimo stava per “Supreme Headquarters, International Espionage, Law-Enforcement Division”. Solo in “Iron Man”, nel 2008, l’acronimo prende il suo attuale significato, usato anche nella serie: “Strategic Homeland Intervention, Enforcement and Logistics Division”. Protagonista della serie è l’agente Phil Coulson, interpretato da Clark Gregg, che chi segue la Marvel al cinema ha già visto nei primi due capitoli di “Iron Man” e in “Thor”, ma è soprattutto in “The Avengers “che diventa fondamentale perché i vendicatori possano fare squadra e trionfare contro i chitauriani.

Due le apparizioni cammeo di questa prima stagione: Nick Fury, fondatore dello S.H.I.E.L.D. e capo degli Avengers, interpretato sul piccolo e sul grande schermo da Samuel L. Jackson; e Stan Lee, che nell’episodio 13 regala un cammeo ai fan della serie e del mondo che lui e Jack Kirby hanno creato.

Phil Coulson è a capo di una squadra composta dall’agente Ward, un tipo poco incline al lavoro in team, supervisore di Skye, l’unica in realtà a non far parte dell’agenzia di spionaggio, ma reclutata nel gruppo per le sue abilità informatiche. Molto vicina a Coulson è l’agente Melinda May, abile combattente e pilota dell’aereo con cui si muovono i nostri. Infine ci sono i due scienziati Leo Fitz, specialista in armi, e Jemma Simmons, biologa. Sul finale al team si aggiungerà Antoine Triplett, agente dello S.H.I.E.L.D. prima appartenente a un’altra squadra.

Se è possibile datare la serie nell’universo Marvel ponendola non solo dopo gli “Avengers” ma anche dopo “Iron Man 3″, ci sono degli altri lungometraggi con cui incrocia in maniera diretta la trama. L’ottavo episodio, ad esempio, si svolge appena dopo “Thor: The Dark World”, e la squadra è alle prese proprio con un’arma proveniente da Asgaard. Negli Stati Uniti questo episodio è stato trasmesso appena dopo l’uscita del film quasi a prologo della pellicola.

Nell’episodio 14 e in quello 15, “T.A.H.I.T.I.” e “Yes Men“, invece, è la pericolosissima Lorelei ad arrivare sulla Terra, ma questa volta ad aiutare la squadra c’è niente di meno che Lady Sif, alleata appunto di Thor e ben nota a chi segue questo supereroe divino. Non manca anche Iron Man, con Maria Hill, interpretata da Cobie Smulders, che nell’episodio 20, “Nothing Personal”, rivela di lavorare per le Stark Industries e si consulta al telefono con la dolce metà di Tony Stark, Pepper.

Il finale invece, dalla sedicesima puntata in poi, va di pari passo con la lotta all’Hydra di “Captain America – The Winter Soldier”, ma non mancano i colpi di scena propri della serie.

Dopo un finale ricco di colpi di scena, “Agents of S.H.I.E.L.D.” chiude lanciando la palla ad “Avengers – Age of Ultron”, ma la seconda stagione arriverà sugli schermi nei prossimi mesi.

Una critica mossa da alcuni è che si poteva fare qualcosa in più col materiale a disposizione, mentre si è preferito ricalcare i soliti stereotipi. Critica in parte condivisibile se si pensa ai primi episodi di “Agents of S.H.I.E.L.D.”, ma dopo aver usato la prima metà serie per caratterizzare i personaggi, operazione ben riuscita, e per spargere qualche seme qua e là, la serie passa alla raccolta. I tranquilli lidi degli stereotipi Marvel vengono abbandonati, le acque diventano torbide e, in un universo dove bene e male sono ben delineati, diventa difficile capire chi sta da una parte e dall’altra.

D’altronde Jed Whedon, produttore, ha ammesso che nei primi episodi le difficoltà sono sempre maggiori, ma se prendiamo la serie dall’episodio 10 in poi possiamo considerarle pienamente superate.
Non ci resta che scoprire se qualche agente dello S.H.I.E.L.D. sarà in “Avengers – Age of Ultron”.

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