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Al Sergente Hartman piace questo elemento

Lo avrete visto nei panni del soldato Joker nel kubrickiano “Full Metal Jacket”, ora è un cinquantenne che ha facebook e rilascia interviste a persone ignoranti di diciannove anni.
Se volete conoscerlo un po’ meglio, leggete quanto segue.

Ciao Matthew, grazie per aver accettato di sottoporti all’interrogatorio.
Come hai iniziato ad apprezzare l’universo del cinema?

Mio padre era il manager di un drive-in. Penso che vedere così tanti film fin da piccolo abbia avuto davvero un grande impatto su di me. Inoltre notai che le pellicole gasavano la gente. L’audience poteva vivere indirettamente tramite i personaggi che vedeva sullo schermo. Pensai “È una figata”. Ti rafforza.

C’è una persona a cui credi di dovere questa scoperta?

Penso sia stata la mia ragazza, Cari. Fu la primissima persona che, quando dissi “Sarò un attore!”, rispose “Certo. E sarai veramente un grande attore.”. La sua fede in me mi diede quel più di autostima che mi portò al successo.
Non per nulla ora è mia moglie.

Incominciasti a studiare da attore molto presto. Com’era l’ambiente?

Era molto stimolante. Studiai a New York e tutti i miei compagni miravano sul serio a un buon lavoro. A un lavoro importante.
Credo che l’eccitazione si sia un po’ persa oramai, al giorno d’oggi. Troppa televisione della realtà: l’essere famosi ha infettato la recitazione e le performance. Le aspettative si sono abbassate. Ci sono ancora attori grandiosi che si cimentano in belle opere, ma adesso ogni cosa è differente.

Ti mantieni ancora in contatto con vecchi compagni e insegnanti?
Occasionalmente mi incontro con alcuni degli studenti che facevano parte della mia classe. Sono tuttora molto impegnati nel loro mestiere, ardenti riguardo le idee del teatro e del recitare. Ma lavorare in film e in teatro ti tiene dritto sulla strada, e perciò è difficile a volte conservare le amicizie in questa professione. Triste, ma vero.

Quale elemento pensi abbia influenzato maggiormente la tua formazione professionale?
Sicuramente i registi con cui ho lavorato. Kubrick, Parker, Pakula, Schlesinger, Stone, Ferrara e oggi Christopher Nolan – sto lavorando in “The Dark Knight Rises”.
Ciascuno di costoro è talmente intelligente, brillante. Non riesci a non essere influenzato dalle loro personalità e dal loro lavoro.

Puoi affermare che ci sia una persona (anche un attore) che ammiri e da cui cerchi di imparare?

Amo molti degli attori venuti prima della mia generazione: Gary Cooper, Henry Fonda, Jimmy Stewart.
Amo la loro diversità nei ruoli, la loro onestà, il loro fascino e potere. Mi ispirano.

Sei conosciuto soprattutto per aver interpretato la parte del soldato Joker in “Full Metal Jacket”.
Puoi dirci qualcosa riguardo all’esperienza sul set, aneddoti o episodi che ricordi?

Ho tenuto un diario mentre giravamo il film, si intitola “Full Metal Jacket Diary”. Attualmente è divenuta persino un’applicazione (http://www.fullmetaljacketdiary.com/).
Penso che tutto ciò che c’è da dire su Kubrick e l’esperienza di lavoro sul film stia qui, e in quel diario.

Credi che questa pellicola abbia lasciato una traccia nella tua vita grazie alle tematiche, i personaggi, il regista…?
Assolutamente sì. Il lungometraggio ha lasciato un solco enorme sui registi, sullo stile di filmmaking, sulla genesi dei personaggi, sulle sceneggiature e sulla struttura della storia. Kubrick era un maestro. L’impatto che “Full Metal Jacket” ebbe sulla mia vita è incommensurabile.

Sei anche entrato nel mondo del teatro e della televisione.
Son sempre stato coinvolto nel teatro. Molto più oggi che nel passato. È una passione dovuta a così tante ragioni! E la televisione è abbastanza diversa oggi rispetto a quando iniziai a recitare. C’è molto lavoro con un buon potenziale che si sta sviluppando sul piccolo schermo.

Quali differenze riesci a trovarvi, in confronto con il cinema?
È semplicemente un altro mondo. Nonostante “Weeds” non fosse così diverso dal cinema. Fu come lavorare su film serializzati; grande il cast e grande la troupe. Assai divertente.

Quali sono le tue ispirazioni teatrali?

Non vedo l’ora di mettere in scena la maggior parte dei classici del teatro americano. Eugene O’Neill e Arthur Miller sono i miei preferiti.

[PAGEBREAK] Qual è la cosa migliore a cui credi di aver dedicato te stesso nell’ambito del cinema e dello spettacolo?
Lo scorso anno lavorai su una nuova versione di “Il Buio Oltre La Siepe”. Fu un grande successo e un ruolo mozzafiato. L’adattamento fu molto più vicino al libro e incredibilmente potente. Atticus Finch è un ruolo meraviglioso.

Ti piace ascoltare la musica? Se sì, quali sono i tuoi artisti preferiti?

Adoro la musica e soprattutto mi piace spaziare in stili e artisti. Al momento i miei prediletti sono Cake e Gomez.

Hai mai provato a suonare uno strumento?

Sì: il clarinetto, la chitarra e l’ukulele.

Ultimissima domanda.
Sei una persona, prima di tutto e questo è il motivo per cui vogliamo chiederti: qual è la tua opinione riguardo all’attuale situazione del nostro pianeta?

Ho appena finito di girare un nuovo film, “Jesus Was A Commie”. L’ho inviato di recente al Festival Internazionale del Cinema di Roma. Penso che in questo film io dica tutto il dicibile sulla condizione presente di questa piccola pallina azzurra che vaga per lo spazio!

Così ci lascia Matthew.
I più temerari lo seguiranno, gli accidiosi si accontenteranno di ricordarlo come il soldato Joker.

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