Home > Recensioni > Alain Johannes: Spark

Sangue, deserto e oro

Ci vorrebbero quattro chilometri di papiri per raccontare tutta la storia che ha portato Alain Johannes a pubblicare “Spark”. Il filo conduttore di questo artista, comunque, è sempre stato il rock. Quel rock che lo ha portato a collaborare con i Queens Of The Stone Age e Chris Cornell.

Anche per questo suo nuovo lavoro lontano dagli Eleven, lo stampo sonoro è quello che lo ha sempre contraddistinto, tuttavia Mr. Johannes prova a sperimentare un po’ più del solito alla ricerca di cose poco sentite grazie all’aiuto del computer.

Meno elettrico e molto più psichedelico. Come Josh Homme quando veste i panni Desert Sessions, stacca la spina e la chitarra acustica viene suonata finché non smette di sanguinare.

Sì, la sensazione è quella di sangue nel deserto. E ci piace proprio per questo, manca solo un falò, la notte che cala e qualche calumè della pace che gira in cerchio. Volevamo questo e Alain ha mantenuto fede alle sue promesse.

Cantante, ospite, produttore. Abbiamo davanti a noi un vero guru dei nostri anni musicali e non solo perché fa milione di cose, ma perché ciò che tocca diventa oro e al giorno d’oggi personaggi così ce ne sono pochi.

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Contro

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