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  • Alanis Morissette: Jagged Little Pill

    Alanis Morissette

    Data di uscita: 01-01-1995

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Pillola per il successo

1995. Uno scenario, approssimando per difetto, in cui il pop assomiglia sempre di più a un prodotto da supermercato, e in cui il rock è diventato alternativo per definizione. Tra la morte di Kurt Cobain e la nascita delle Spice Girls arriva “Jagged Little Pill”, l’album del debutto mondiale di Alanis Morissette, che ha alle spalle già due dischi, pubblicati solo per il mercato americano e che si discostano non poco da quel pop dal sapore rock con il quale si presenta al vecchio continente.

L’album è prodotto da Glenn Ballard per la Maverick, al cui vertice siede la regina del business musicale, Madonna. Due nomi una garanzia. Due nomi che non sarebbero stati sufficienti a far affermare Alanis Morissette, se non avesse saputo lei stessa colpire l’uditorio con la sua genuinità. “Jagged Little Pill” è infatti un tripudio di voglia di vivere che, negli anni bui del grunge, suona come una bacinella di acqua fredda in testa alle sei di mattina. Da “All I Really Want” a “Hand In My Pocket”. Dove anche le riflessioni intime, da “Perfect” a “Mary Jane”, lasciano intravedere una positività di fondo.
[PAGEBREAK] Un antidoto contro la depressione che, semplicemente e ironicamente, fa sorridere e cantare. Una rockeuse ribelle che si esprime attraverso i toni pacati del pop, come in “Head Over Feet” e “You Oughta Know”. Brano, questo, che vede ospiti Dave Navarro (chitarra, all’epoca con i Red Hot Chili Peppers) e Flea (basso, da sempre nei Red Hot Chili Peppers). Tredici brani che fuzionano, caratterizzati da una voce convinta e spontanea, che vuole e riesce ad arrivare dritta al punto. Usando tutta la personalità di cui dispone e giocando con le parole. Vomitandole una di seguito all’atra e stravolgendone la pronuncia.

“Jagged Little Pill” sorprende quasi tutti, regalando alla Morissette un successo che arriva fragoroso e che copre quasi ogni angolo del globo. E rendendole, forse, il futuro un po’ più complesso di quel che sarebbe stato.

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