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  • Alanis Morissette: Supposed Former Infatuation Junkie

    Alanis Morissette

    Data di uscita: 01-01-1998

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Un antidoto contro il successo

Passano tre anni dall’esorio internazionale prima che Alanis Morissette ritorni in piazza. Tre anni nei quali la ragazza che arriva dal Canada viene profondamente segnata da un viaggio in India. Come nella migliore delle tradizioni da star.
Un po’ di tempo dal debutto e un viaggio istruttivo sembrebbero essere carte in regola per maturare un’altra piccola sorpresa del pop d’oltreoceano. Invece, più che una sorpresa, “Supposed Former Infatuation Junkie” viene accolto come grosso un punto interrogativo. Almeno da chi si aspettava che la brunetta dalle lunghe chiome avrebbe continuato a sfornare canzoni marchiate “Jagged Little Pill”.

Delusione comprensibile. Perché il disco abbandona quasi del tutto la spensieratezza del precedente album per abbracciare tematiche più intimiste, se così si può dire. Marcando un confine soprattutto sonoro. E così, tra i diciassette brani che compongono il secondo lavoro della Morissette, gli episodi che lasciano intravedere un legame con il passato si contano sulla punta delle dita di una mano. Tra essi l’opener “Front Row”, il singolo “Thank you”, e gli up-tempo di “UR” e “Unsent”.
[PAGEBREAK] Il resto è un’altra storia. Sono brani che si appoggiano a una nuova veste elettronica, che sembra attingere principalmente dal trip hop dei Massive Attack, che, proprio in quell’anno, fanno uscire “Mezzanine”. Canzoni che si interrogano sulla frenesia e sull’incoerenza del mondo occidentale. E che, tra un semitono e un altro, faticano a trovare un equilibrio. I momenti riusciti, comunque, non mancano, come “Can’t Not”, “I Was Hoping” e “Your Congratulations”. Eppure l’impressione generale è che qualcosa non sia andato per il verso giusto. Che Euterpe non sia stata sufficientemente generosa, questa volta.

Forse per la scarsa dinamica dei brani, legata alla presenza, spesso e volentieri, di pattern melodici che si ripetono. Forse per l’impressione che le canzoni siano tutte figlie di una stessa idea. Forse, ancora, per la pressione che si ha quando si è reduci da un successo interplanetario. Per questi e altri motivi il risultato è che “Supposed Former Infatuation Junkie”, per quante canzoni ci canterete sopra, vi lascierà, probabilmente, a bocca asciutta.

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