Home > Recensioni > Alanis Morissette: Under Rug Swept
  • Alanis Morissette: Under Rug Swept

    Alanis Morissette

    Data di uscita: 01-01-2002

    Loudvision:
    Lettori:

Alla ricerca del tesoro perduto

Reduce del tentativo di esplorare nuovi territori, Alanis Morissette mette da parte la compressa veste elettronica e le riflessioni cosmiche di “Supposed Former Infatuation Junkie”, segnando, con “Under Rug Swept”, la ricerca di quel qualcosa che sembra essere andato perduto. Un ritorno alle origini, forse. Senza Glenn Ballard, però. E senza il tono canzonatorio dei tempi di “Jagged Little Pill”. Una Morissette decisamente più introspettiva, comunque, cui il pubblico dovrà abituarsi.

Si riparte dalle chitarre, che tornano protagoniste nell’opener “21 Things I Want In A Lover” suonate da Dean DeLeo (Stone Temple Pilots). Tra gli ospiti anche Flea (Red Hot Chili Peppers), al basso su “Narcissus”, ed Eric Avery (Jane’s Addiction), anche lui al basso, su “Precious Illusions”. Undici brani segnati da melodie seducenti e da slogan, propri del personaggio di donna-eroina che la Morissette impersona. Canzoni che si dividono equamente tra mid tempo e ballate, tutte sormontate da una voce sempre più tesa a smussare gli angoli ruvidi.

Nonostante i momenti riusciti, i brani rimangono stazionari, fermi nel limbo e in attesa della benedizione di qualcuno. E se anche “Under Rug Swept” è un disco che sa farsi apprezzare, conferma ancora una volta che il successo di “Jagged Little Pill” è un fatto irripetibile.

Scroll To Top