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  • Alberto Turra: Filmworks

    Felmay / none

    Data di uscita: 24-01-2017

    Loudvision:
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Ad Alberto Turra si potrebbe apporre qualsiasi definizione legata al mondo della musica sapendo che non si sta sbagliando: è musicista, chitarrista, jazzista, rocker, compositore, creativo e multiforme. In occasione dell’uscita del docu-fiction di Francesco Fei “Giovanni Segantini: ritorno alla natura” interpretato da Filippo Timi e “The Origins Of Music” di Daniel Arvizu e Sam Madrigal, per i quali Turra ha firmato la colonna sonora, la Felmay si è cimentata a raccogliere nell’album “Filmworks” i suoi 15 anni di sperimentazione e arte per il cinema e il teatro, sul mercato dal 24 Gennaio.

Non dev’essere stata cosa facile scegliere le tracks che potessero definire al meglio un percorso così lungo e soprattutto diramato in molteplici realtà, ma lo sforzo non è stato vano. Il disco che ne è risultato riesce a staccare l’ascoltatore dall’ambiente circostante per proiettarlo in una personale fantasia. Ogni traccia accende la nostra immaginazione e diventa la cornice perfetta di un quadro, o meglio, la cornice di una scena cinematografica.

Impossibile non sentirsi in un road/gangsta movie con le chitarre di “Otto Haiku Sulla Morte” e “Irish Mississippi”, molto più indecifrabili e pensierose sono “Cellule” o “Sakura”, tutte pianoforte ed elettronica; bellissime e ispirate le due “Lamentazioni”, profumatamente esotiche invece “Papa Legba Is My Sensei” e la rivisitazione del “Bolero” di Ravel accompagnato dal sitar, così come è incantevole la cover soft-jazz di “Blue Velvet”. Questo disco è un vero viaggio che si dipana nella mente per mezzo di sequenze e inquadrature, una “soundtrack” versatile e d’autore che non potrà non piacere agli amanti della musica, a coloro che ascoltandola trascendono il mondo circostante immaginandone mille altri possibili.

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Contro

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