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Aldo, Giovanni e Giacomo presentano Il Ricco, Il Povero e Il Maggiordomo

Per la presentazione dell’ultimo film del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, “Il ricco, il povero e il maggiordomo” nelle sale italiane dall’11 dicembre (qui la nostra recensione), attori, registi e produttori si sono resi disponibili a rispondere alle domande della stampa romana. Naturalmente nell’immancabile clima di allegria e sarcasmo serafico.

Come siamo arrivati a questo film?
Giovanni Storti: Il nostro modo di scrivere i film è sempre uguale. Ci si ritrova in tre, insieme ad altri tre (Morgan Bertacca, Valerio Bariletti e Pasquale Plastino, ndr), ci si butta, si portano idee e, se una resiste, su questa si inizia a costruire. La modalità è sempre la stessa: artigianale, ci pensiamo e ripensiamo su molto. Non sembra, ma è un ritmo molto frenetico, siamo in sei. Insultarsi per scartare i soggetti che non funzionano implica almeno un anno, tutto il resto è tempo dedicato al litigio (ridono, ndr).

Considerando la folla di film in uscita, chi temete di più al botteghino?
Giacomo Poretti: Se rispondo dicendo che non ci interessano le gare, non mi credete. Si pensa che il metro di giudizio dell’apprezzamento del pubblico sia misurabile sui numeri totalizzati in sala. Non è proprio così. Francamente temo “I Pinguini di Madagascar“.

Giovanni: Io quello grasso bianco della Disney, “Big Hero 6” (ridono, ndr).

Giacomo: È un’ammissione di umiltà: noi ci paragoniamo ai cartoni animati! Dopotutto noi veniamo da quel mondo. Siamo parenti dei pinguini (ridono, ndr).

Per Francesca Neri e Giuliana Lojodice com’è stato recitare con il trio?
Giuliana Lojodice: Prima di tutto sono felicissima di aver lavorato con questi tre outsider, ognuno di loro lo è in modo unico. Poiché dal nulla trovano un’immediata comunanza interpretativa che spiazza. Io li ho apprezzati tanto, soprattutto per la signorilità. Merce rara nel nostro lavoro. C’è poi stato uno scambio di consigli e di esperienza. Io ricordavo loro che non è necessario ridere in ogni minuto. Ci siamo dati una lezione a vicenda sull’amore per questo lavoro: benedetto e maledetto insieme.

Francesca Neri: Sono onorata di aver potuto lavorare con loro. La mia presenza nasce da un desiderio di Pasquale Plastino che, conoscendomi, sapeva che mi sarei molto divertita. È un ruolo molto diverso da quelli che ho sempre fatto. La serenità, e il rispetto per la creatività altrui che regnavano su questo set, mi hanno ricordato il primo con Massimo Troisi. Tutto ciò grazie al fatto che Aldo, Giovanni e Giacomo sono proprio così: semplici e puri, questa è la loro forza.

Qual è il segreto che vi ha tenuti così bene insieme in tutti questi anni?
Giovanni: Non è che ci sia un segreto. Credo che tutto sia collocabile nell’amicizia tra noi, che è nata molto tempo prima dell’inizio della fama, e nella sintonia sulla comicità.

Giacomo: E anche perché abbiamo avuto la fortuna di attorniarci di persone splendide e affini a noi.

Aldo Baglio: Comunque è finita. Questo è l’ultimo film che facciamo assieme (ridono, ndr).

Voi, nei confronti l’uno dell’altro, avete spesso dei toni sarcastici molto taglienti. È così anche nella realtà?
Giacomo: Anche peggio.

Giovanni e Aldo: (Annuiscono e ridono, ndr).

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