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  • Fuga da Reuma Park

    Diretto da Aldo, Giovanni e Giacomo

    Data di uscita: 15-12-2016

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Il nuovo film di Aldo Giovanni e Giacomo si intitola “Fuga da Reuma Park” alludendo, per l’appunto, ad un dismesso luna park adibito a centro di cura per anziani. Il vecchio trio si ritrova casualmente lì esiliato, come un inutile ingombro della società, e decide di ricordare i fasti della vita di un tempo vissuta con goliardia e leggerezza. E, per l’occasione, intavolano una fuga notturna verso Rio de Janeiro percorrendo i Navigli in barca.

Dopo un paio di anni dal loro ultimo “Il Ricco, il Povero e il Maggiordomo”, il trio di (quasi) milanesi torna dietro la macchina da presa per celebrare i 25 anni di carriera insieme, evento che è stato anche festeggiato dal tour teatrale “The Best Of” e dall’uscita del libro “Tre Uomini e una Vita”.

Interpretando perciò loro stessi che, da vecchi rincitrulliti, cercano di sfuggire dalla dittatura dell’infermiera Ludmilla (Silvana Fallisi), trovano in ogni angolo del parco d’intrattenimento, uno dei loro vecchi personaggi che riesuma gag e siparietti del tempo che fu.

L’intera pellicola pare essere quasi allegorica: immersi nelle profonde nebbie milanesi, segregati in un parco per sole cariatidi, i tre rivedono scorrere ancora e ancora la loro fiorente vita artistica ormai tramontata già da tempo. E malinconicamente, in maniera pressoché patetica, quasi si raccontano a loro stessi, ripassando ogni tappa, culminando in un tunnel dell’orrore, da cui spunta la famigerata “Gamba” dei “Tre Uomini”, il Tafazzi di Giacomo, il Conte Dracula di Aldo, e così via fino alla famosa fuga del titolo.

È comprensibile per artisti giunti all’apice della fama, consapevoli di possedere un talento non comune, faticare nell’elaborazione del ridimensionamento dell’effetto suscitato un tempo su pubblico e platea. E per rimettere insieme i pezzi, alle volte è sufficiente sfogliare un vecchio album di foto ingiallite, sospirando pagina dopo pagina.

Sembra avere un po’ questa matrice, “Fuga da Reuma Park”, così noi con pazienza osserviamo gli anziani mattatori immergersi nella propria nostalgia. In qualità di pubblico, con qualche dolce sbadiglio.

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