Home > Recensioni > Alessandro Ristori: Faenza Memphis Andata Ritorno
  • Alessandro Ristori: Faenza Memphis Andata Ritorno

    Alessandro Ristori

    Loudvision:
    Lettori:

Viaggio nei favolosi anni ’50

Classe: 1979. Città natale: Faenza. Professione: artista sopra e sotto le righe.
Alessandro Ristori inizia a calcare i palcoscenici teatrali in tenera età, recitando per lo più commedie dialettali. Questo fino a quando scopre di essere incredibilmente attratto dalla musica e in particolare dal rock’n’roll anni ’50-’60.

La carriera musicale di Ristori passa attraverso diverse sperimentazioni, collaborazioni e concorsi, nel 1999 lo troviamo anche tra i 45 finalisti di Sanremo. Il primo album viene rilasciato nel 2000 (“Alessandro È Ristori”) e contiene cinque brani inediti e altrettante cover del passato. Da subito si percepisce la sua vena umoristica, old-style e di ispirazione assolutamente Presleyiana.
Non a caso la sua ultima fatica è titolata “Faenza-Memphis Andata/Ritorno”, un chiaro omaggio ai favolosi anni ’50, con tutta la freschezza e la spensieratezza di un’epoca d’oro.

Il primo singolo estratto, “Dovevo Fare Il Deejay”, è un pezzo autobiografico, che racconta la storia di Alessandro, figlio di un uomo che era ragazzo negli anni ’60 e che lo aveva convinto che quello che mette i dischi è uno sfigato.
Seguono a ruota pezzi rockabilly dalle sonorità incandescenti, dai ritmi trascinanti ed esplosivi. La grinta e la passione di Ristori permeano ogni singola nota, in un crescendo che passa dai brani “Non Distrarti” a “Non Mi Importa Del Tuo Amor”, da “Noi” fino a “Un Giorno Tutto Per Me”.
Nell’album trovano posto anche alcune cover, tra cui “Impazzivo Per te”, “Rock Around The Clock” e “These Boots Are Made For Walking”, cantata in coppia con la brava Jacynthe e di cui è incluso anche un video diretto da Max Nardari.

Difficile non farsi trascinare dalle vulcaniche atmosfere che Ristori abilmente crea e non lasciarsi trasportare in epoche lontane, dominate dall’ottimismo, dall’euforia collettiva e dalla voglia di svago e spensieratezza. Difficile anche, una volta riaperti gli occhi, fare i conti con una realtà ben diversa, dove crisi economica, pessimismo cosmico e valori alla deriva la fanno da padroni. Lasciateci almeno sognare.

Anacronistico? Fuori dal tempo? Una voce fuori dal coro? Può darsi. Ma che c’è di male nell’essere appassionati di rock anni ’50, soprattutto se lo si sa riportare in auge come fa Ristori? Album spassoso e divertente anche per chi Elvis l’ha sempre trovato insopportabile e ridicolo. Ristori lo ricorda molto, a partire dal ciuffo ribelle, ma ci mette del suo. Sarebbe da stupidi non dargli una possibilità.

Pro

Contro

Scroll To Top