Home > Recensioni > Alessi’s Ark: The Still Life

Noè fu originale

Alessi Laurent-Marke, classe 1990, è la gentil donzella che si cela dietro al nome di Alessi’s Ark, progetto musicale di matrice folk pop giunto a noi dalla grande madre Inghilterra.

“The Still Life” è il terzo capitolo di una carriera mite e per nulla sopra le righe di un’artista che è esattamente ciò che fa: musica delicata, glicemica, dove solitamente è la chitarra acustica ad occupare la scena. Pur essendo fan di Conor Oberst (Birght Eyes), Alessi si fa influenzare anche da First Aid Kit (in “Hands In The Sink”) e da Laura Marling, dando spazio al pop specialmente nel primo singolo estratto “The Rain”.
Probabile che con questo lavoro la ragazza si aggiudichi l’agognata maturità, nonostante niente di sorprendente sbuchi fuori durante l’ascolto.

Oltre al fatto che i tredici brani sono di lunghezze discutibili- o meglio, di grandi cortezze, se lasciate passare il termine-, in “The Still Life” è difficile salvare qualcosa per quanto riguarda il “mai sentito prima”.
Tutavia è anche vero che prestare attenzione alle tracce una, due o più volte è piacevole, quasi confortante, segno che Alessi è riuscita finalmente ad affermarsi come cantautrice dell’universo folk.
Sei e mezzo.

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Contro

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