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Alessia D’Andrea: Luna D’Inverno, brano per brano

Luna D’Inverno” è il primo album in italiano di Alessia D’Andrea uscito lo scorso 27 marzo. Il disco contiene dieci brani ed è stato prodotto tra l’Italia, Svezia, Germania e USA, dall’etichetta indipendente Renilin.

Su “Luna D’Inverno”, Alessia racconta: “L’idea di “Luna d’inverno” è nata in una notte piena di pensieri. Ho iniziato a camminare sulla spiaggia, tentando di raggiungere quell’unica luce che scoraggiava il buio: la luna. E ad un passo dalle piccole onde che si srotolavano sulla battigia, tra le nuvole che tentavano di coprirle il volto, ho iniziato a parlarle e l’ho sentita più vicina, come se mi osservasse da sempre… Da quella sera davvero qualcosa è cambiato. Mi ricorderò delle mie confessioni alla luna“.

Per comprendere meglio cosa si nasconde dietro le dieci tracce del disco di Alessia D’Andrea, ecco la descrizione di “Luna D’Inverno” brano per brano.

 

Luna d’inverno. Di notte. Il mare di un’anima in tempesta. E la sola certezza sembra essere la luna, ferma ad ascoltare le speranze e le paure che una ragazza le confida mentre, intanto, le nuvole intorno cambiano forma e rotta troppo in fretta.

Non cambieremo. Il volo maestoso delle aquile o lo strisciare dei serpenti? Quale strada prenderemo in questa vita che ci fa ruotare in vortici di pensieri che si srotolano in testa? E se in realtà, attraverso qualsiasi scelta ci sembra di compiere, in fondo scoprissimo che è quasi impossibile cambiare la nostra natura?

Il gatto che abbaia. Alle volte l’incapacità di comunicare quello che si sente nel proprio profondo ci rende come un gatto che abbaia. E continuiamo a sperare che qualcuno possa arrivare a decifrare i nostri segnali e ad ascoltare, in silenzio, insieme a noi il rumore tonfo del nostro cuore che batte per terra.

La musica non gira più. Ho scritto questo brano qualche anno fa quando avevo intuito la direzione pericolosa verso la quale il mercato discografico stava andando. Questo è un dialogo immaginario tra un musicista e la musica ed i dubbi che inevitabilmente fanno parte di chi, come gli artisti, passo dopo passo, costruisce il suo cammino inseguendo un sogno.

Blu occhi. Decisamente l’ “anomalia” del disco, il brano più ironico e divertente, in cui vince la sincerità nel raccontare l’amore. Non siamo affatto perfetti, neanche agli occhi dell’altro soprattutto se esposti alla routine quotidiana di coppia ma, per fortuna, continuiamo a trovare ancora motivi per amarci… anche un paio di occhi blu.

Non portarmi via. 26 dicembre 2004: lo tsunami dell’Oceano Indiano. Uno degli eventi più catastrofici che la natura abbia prodotto. L’onda altissima sembra scendere dal cielo e la ragazza che la vede arrivare, sapendo di non poter opporre resistenza, le chiede di non strapparle via la vita ma se il suo destino deve compiersi, che tutto sia come un abbraccio.

Beyond the clouds. Un amore finisce. Un amico ci aiuta a “venirne fuori” perché, in fondo qualunque cosa accada, c’è sempre un’autostrada per il cielo, oltre le nuvole.

Alzami nell’aria. In una vita sempre uguale arriva qualcosa a sconvolgerne lo stanco ritmo cadenzato: è l’amore, che ci alza in aria, ci porta in alto, diventa danza, assomiglia a poesia.

Caccia alla volpe. E se per una volta la vittima si trasformasse in carnefice? Non per gioco, come solo gli uomini sanno fare, ma per difendere la propria famiglia. Questo brano parla della vendetta di una volpe che riesce a condurre i suoi cacciatori fino ad un dirupo in cui troveranno la morte.

Anime bruciate. E’ un addio ed al contempo un augurio per la nuova strada che una persona percorrerà senza più accanto un padre, un amico, una madre, un maestro. Ed anche un monito a mantenere alta la guardia in questo mondo fatto di anime “bruciate”.

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