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  • Alessio Bonomo: La Musica Non Esiste

    Esordisco / audioglobe

    Data di uscita: 26-01-2018

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Esce il 26 gennaio per EsordiscoLa Musica Non Esiste”, il nuovo lavoro discografico del cantautore Alessio Bonomo, che vanta la produzione artistica di Fausto Mesolella, ultimo contributo artistico del chitarrista prematuramente scomparso lo scorso marzo.

Alessio Bonomo è il nome vero di un cantautore e non il nome d’arte di un fenomeno dei media. Un nome che al mainstream può risultare sconosciuto, ma non alla storia del cantautorato di classe italiano. Tra gli altri prestigi vanta quello di aver avuto come co-produttore del suo suo adattamento di «Girl from the North country» di Bob Dylan il Menestrello stesso, il suo album di esordio “La Rosa Dei Venti” è stato oggetto di una lezione sugli aspetti letterari ed artistici dei suoi tesi, tenuta da Vecchioni.
Fatte le presentazioni, passiamo adesso all’album in pronta uscita. Dodici tracce, undici in italiano e un contributo in lingua napoletana in “O’mbrello”.  Perla di raro stupore è la brevissima “Un Lago”, un incipit senza un ritornello, cinque righi che parlano chiaro, così come la celeberrima poesia di Ungaretti – Mattina – che in un due parole ha segnato la storia. Grande spazio viene lasciato all’amore nei testi di Bonomo, ma lo sguardo non si stacca mai dalla realtà. “Reality” sottolinea come la nostra sia una generazione vittima (in)consapevole di un plagio virtuale “Viviamo in un reality e non ce lo diciamo cediamo al primo applauso e intanto non notiamo che dietro le quinte rubano  il meglio di ciò che abbiamo.”
“Cosa succede quando si muore”? Bonomo se l’è chiesto e ha avuto il coraggio di metterlo nero su bianco. Una canzone quasi predestinata a questo album, un tributo al suo produttore artistico “perché la morte non è un problema ma una riva verso un altro mare, è quell’eterno che avevi dentro come un canto e che riconoscerai”. Ma è nella title track dell’album che il genio artistico esce completamente allo scoperto. “La musica non esiste, esiste un’altra cosa di cui la musica è una serva e come tale va trattata e infatti io non suono faccio tutta un’altra cosa”. Dentro c’è la sua concezione del mestiere, in cui non contano le note, ma le emozioni.
Un disco non destinato ad estrarre tormentoni ma a restare nei cuori degli ascoltatori, un disco per molti ma non per tutti, perché davanti ad un capolavoro “tu questo non lo sai e continui a fissarmi le mani là dove dovresti chiudere quegli occhi e restartene così”.

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Contro

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