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    Alexander

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Feel-good David Bowie of the year

Alexander Ebert una volta è andato da sua mamma, le ha detto «Voglio diventare David Bowie», sua mamma gli ha riso in faccia. Allora lui ha pensato «Ah, mamma, serbo rancore. Da grande diventerò la rockstar migliore di tutte così poi vedi te, mamma». Quindi ha fondato gli Ima Robot.

Poi, non pago, ha fondato gli Edward Sharpe & The Magnetic Zeros, dando alla luce uno degli album migliori del 2009.
“Alexander”, come si intuiva, è il suo album solista, quello in cui lui suona tutto. In verità c’è più Paul Simon (“In The Twilight”) che David Bowie, ma se volete ballare canzoni uptempo con testi d’amore in mezzo a gente ubriaca, questo è il disco perfetto.

Presente quando le vostre compagne delle elementari, al contrario di voi, erano bravissime a giocare al MONDO (anche detto Campana)? Alex Ebert è una di quelle compagne. In ogni casella c’è un genere musicale. Lui lo riconoscete perché è quello che salta. Country, soul, americana generalizzata, valzerini leggeri e composti, la sezione “amici delle ballate”. Non che si tocchino terreni inesplorati di originalità, ma il lavoro di caciarone con la capacità di arrangiare in maniera strabiliante Ebert lo sa fare. Riascoltare sempre.

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